La morte di Claudio Salamida, operaio di 46 anni originario della provincia di Bari, precipitato questa mattina dal quinto al quarto piano dell’acciaieria 2 dell’ex Ilva di Taranto durante un’attività di controllo alle valvole del convertitore 3, riapre con forza il tema della sicurezza negli impianti siderurgici pugliesi. A poche ore dalla tragedia, sono durissime le parole di Marcello Fazio, segretario regionale della UGL Puglia, che respinge con decisione ogni tentativo di archiviare l’accaduto come una fatalità.

“Non una fatalità, ma una negligenza sistemica”

Secondo Fazio, quanto avvenuto all’interno dell’ex Ilva non può essere derubricato a incidente imprevedibile.
«La morte di Claudio Salamida non è una fatalità del lavoro – ha dichiarato – ma il risultato diretto di una negligenza sistemica e di un’assenza palese di misure preventive adeguate».

Il riferimento è alle prime evidenze emerse dal sopralluogo preliminare: il cedimento di un grigliato, una struttura giudicata inadeguata, un paiolato insufficiente. Elementi che, per il sindacato, descrivono «non un incidente, ma il fallimento totale di una catena di responsabilità che coinvolge gestione aziendale, manutenzione ordinaria e straordinaria e sorveglianza della sicurezza».

Parole che chiamano direttamente in causa anche il profilo penale della vicenda. «Gli elementi fattuali – ha aggiunto Fazio – pongono l’ipotesi concreta di omicidio colposo, che le autorità giudiziarie dovranno accertare con il massimo rigore».

Una morte che lascia una famiglia e interroga una comunità

Claudio Salamida lascia la moglie e un figlio piccolo. Un dettaglio che, nelle parole del segretario UGL, assume un peso politico e morale preciso.
«La sua morte deve servire a scuotere una comunità che sembra essersi abituata a queste tragedie. Non accettiamo che si parli ancora di “fatalità lavorativa” quando le cause sono evidenti: manutenzione carente, dispositivi di protezione inadeguati, procedure di controllo insufficienti».

Per Fazio, il rischio più grande è l’assuefazione collettiva a un bollettino di vittime che si ripete negli anni. «Abbiamo il dovere di trasformare il dolore della famiglia Salamida in una lezione che non può più essere ignorata».

Sciopero e richiesta di inchieste immediate

La UGL Puglia ha annunciato il pieno sostegno allo sciopero di 24 ore proclamato dalla Federazione UGL Metalmeccanici. Una mobilitazione che il sindacato definisce tutt’altro che simbolica.
«Non è uno sciopero di protesta generica – ha precisato Fazio – ma lo sciopero per la difesa della vita stessa dei lavoratori, di chi entra ogni giorno in uno stabilimento dove i sistemi di protezione si sono rivelati, ancora una volta, potenzialmente mortali».

Parallelamente, la UGL chiede l’attivazione immediata di un’inchiesta amministrativa e penale da parte delle autorità competenti, a partire dalla Prefettura di Taranto e dalla Regione Puglia. Al centro delle verifiche dovranno esserci la manutenzione della struttura ceduta, l’idoneità dei dispositivi di protezione e l’adeguatezza dei protocolli di sicurezza in acciaieria 2.

L’appello al Governo e il “punto di non ritorno”

Nel mirino del sindacato finisce anche la gestione futura dell’ex Ilva. «Non parleremo di ripresa dell’impianto – ha ribadito Fazio – fino a quando non avremo certezze concrete sul rispetto dei massimi standard di sicurezza internazionali e fino a quando non saranno istituiti sistemi di controllo indipendenti e periodici».

Da qui l’appello diretto al Governo: inserire in ogni futuro contratto di gestione clausole vincolanti sulla sicurezza, con investimenti strutturali obbligatori e verifiche esterne indipendenti. «La sicurezza sul lavoro non è negoziabile», ha scandito il segretario regionale.

La UGL Puglia valuta infine ulteriori forme di mobilitazione se, nei prossimi giorni, non dovessero arrivare risposte concrete.
«La morte di Claudio Salamida – ha concluso Marcello Fazio – deve segnare un punto di non ritorno. Faremo di tutto affinché il suo sacrificio non resti senza conseguenze reali per la tutela della sicurezza di tutti i lavoratori del siderurgico pugliese».

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