A Mola di Bari esplode un nuovo caso politico dopo la diffusione, sui social, di una fotografia che ritrae il consigliere comunale Giuseppe Calabrese, eletto come civico e oggi in maggioranza, mentre compie il saluto romano davanti alla tomba di Benito Mussolini.
Sull’episodio è intervenuta con una nota durissima la minoranza consiliare, composta da Francesco Brunetti, Fabio Daugenti, Enzo Chiarelli, Mimmo Vavallo, Giangrazio Di Rutigliano e Vito Orlando che parla apertamente di “gesto inequivocabile di apologia del fascismo” e di “ennesima prova dell’inadeguatezza della maggioranza nel governare il paese”.
Secondo i consiglieri di opposizione, non si tratterebbe né di una bravata né di un episodio isolato ma di un fatto politicamente rilevante che mette a nudo una profonda contraddizione all’interno della coalizione che guida il Comune. Da un lato – sottolineano – la maggioranza promuove iniziative legate alla memoria storica e ai valori antifascisti; dall’altro tollera al proprio interno comportamenti che quegli stessi valori li negano apertamente.
La minoranza rivendica una posizione netta: “Come candidati e come consiglieri comunali eletti abbiamo sempre professato con coerenza i valori dell’antifascismo e della democrazia, cardini irrinunciabili della Repubblica”. Ogni richiamo nostalgico a ideologie totalitarie viene definito come un’offesa alla memoria collettiva e alla dignità del Paese.
Nel mirino finiscono tutte le forze che compongono l’attuale maggioranza cittadina – dal Partito Democratico alle liste civiche – accusate di aver accettato, per convenienza politica, la presenza di un consigliere ritenuto “nostalgico del fascismo”, pur di garantirsi un pacchetto di voti considerato determinante in fase elettorale. “Ieri – scrivono – hanno scelto la convenienza al posto della coerenza, oggi fingono stupore”.
La nota alza ulteriormente il livello dello scontro politico chiamando in causa anche figure istituzionali di rilievo regionale e nazionale, interrogate pubblicamente sul silenzio che ha seguito la pubblicazione della foto. Un silenzio che, per la minoranza, contribuisce ad aggravare il quadro, trasformando un gesto individuale in una responsabilità collettiva.
“A questo punto, le scuse non bastano più – scrivono i consiglieri -.L’unico gesto capace di restituire dignità e credibilità alle istituzioni locali è uno solo: le dimissioni del Sindaco, principale responsabile del decadimento etico e istituzionale in cui la nostra Mola è caduta”.
La nota si chiude con l’annuncio di ulteriori iniziative istituzionali, affinché quanto accaduto – scrivono – “non passi sotto silenzio” e il rispetto dei valori antifascisti torni a essere un principio guida dell’azione pubblica a Mola di Bari.

