Il sipario del Teatro Van Westerhout di Mola di Bari sta per riaprirsi, e lo farà con una stagione che intreccia comicità e dramma, riflessione e ironia, accogliendo sul palco grandi nomi della scena nazionale e interpreti pugliesi di talento. Otto appuntamenti, da novembre 2025 ad aprile 2026, che confermano Mola come uno dei centri più vivaci e creativi del panorama teatrale pugliese.
Una stagione che parla la lingua del presente: dalla tecnologia alla memoria, dalla satira al sentimento, ogni spettacolo diventa parte di un mosaico che restituisce l’immagine di un teatro vivo, accessibile e profondamente umano — capace di interrogare e divertire, emozionare e far riflettere.
Si comincia con l’intelligenza artificiale
Il debutto è fissato per il 21 novembre 2025 con “Algoritmo: Lui e l’AI”, scritto da Raffaello Tullo e Andrea Delfino, con Tullo e Martina Salvatore diretti da Marco Rampoldi. Un racconto brillante e poetico sull’incontro tra un uomo e un robot: un pretesto per riflettere, con ironia e leggerezza, sull’intelligenza artificiale, la solitudine e il potere della musica.
Vulnerabilità e forza al femminile
Il 12 dicembre arriva “Sfiorata la tragedia”, di e con Elisabetta Aloia: un monologo delicato e intenso che racconta la precarietà dell’esistenza e la capacità di trasformare la vulnerabilità in forza.
L’anno nuovo tra ironia e quotidianità
Con l’arrivo del 2026, l’11 gennaio sarà la volta di “Basta poco” con Antonio Cornacchione e Pino Quartullo. Due interpreti che giocano con la comicità surreale per raccontare i paradossi della vita moderna, in un dialogo brillante e pungente.
La forza delle radici e della memoria
Il 28 gennaio, Anna Della Rosa, diretta da Veronica Cruciani, porta in scena “Accabadora”, tratto dal celebre romanzo di Michela Murgia. Un monologo intenso che affronta il confine tra la vita e la morte, la pietà e la libertà, evocando la Sardegna arcaica e le sue tradizioni più misteriose attraverso la voce di Maria, la figlia d’anima dell’accabadora Bonaria Urrai.
Satira e censura in scena
Il 15 febbraio arriva “A Mirror – Uno spettacolo falso e NON autorizzato”, firmato Sam Holcroft e diretto da Giancarlo Nicoletti, con Ninni Bruschetta, Fabrizio Colica, Claudio “Greg” Gregori e Paola Michelini. Una produzione Altra Scena & Viola Produzioni che immerge il pubblico in una cornice distopica e satirica, dove la finzione si confonde con la realtà, in un brillante gioco teatrale sulla libertà d’espressione.
Amori contemporanei
Il 28 febbraio tocca a “Come nei giorni migliori”, produzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, diretta da Leonardo Lidi e scritta da Diego Pleuteri. Sul palco Alessandro Bandini e Alfonso De Vreese danno vita a un duetto vivissimo sull’amore contemporaneo, tra ironia, conflitto e tenerezza.
Moda e memoria
Il 12 marzo arriva “Schiaparelli Life”, con Nunzia Antonino e Marco Grossi, diretti da Carlo Bruni su testo di Eleonora Mazzoni. Una produzione Linea d’Onda che ripercorre la vita straordinaria di Elsa Schiaparelli, genio della moda italiana del Novecento, in un racconto elegante e visionario tra arte, memoria e introspezione.
Finale tra ironia e commozione
La stagione si chiude l’11 aprile 2026 con “Sfìdati di me”, scritto da Paolo Kessisoglu e Giorgio Terruzzi, interpretato dallo stesso Kessisoglu e diretto da Gioele Dix. Un monologo ironico e commovente in cui un padre, in attesa di notizie del figlio dopo un incidente, affronta un dialogo interiore fatto di dolore, affetto e umanità.

