Il Bari cambia guida tecnica nel momento più delicato della stagione. Con la squadra impantanata in zona retrocessione in Serie B, ferma a 17 punti e reduce da una lunga serie di numeri negativi, la società ha deciso di affidarsi nuovamente a Moreno Longo, chiamato a un compito tutt’altro che semplice: provare a rimettere in carreggiata un campionato che, fin qui, ha raccontato soprattutto difficoltà e occasioni mancate.
Longo arriva in biancorosso per gestire emergenze. Non è un nome da rivoluzione romantica ma da intervento chirurgico: concretezza, lavoro quotidiano e attenzione maniacale all’equilibrio della squadra. Al suo fianco ci sarà uno staff numeroso e strutturato, segno che la società ha scelto di rafforzare l’area tecnica nel suo complesso. L’allenatore in seconda sarà Dario Migliaccio, mentre Paolo Nava curerà la preparazione atletica e Luca Ceccarelli ricoprirà il ruolo di collaboratore tecnico.
Completano lo staff Francesco Cosentino (preparatore atletico), Nicola Fiorentino e Giuseppe Scalera (collaboratori tecnici), Filippo Giordano come match analyst e Roberto Maurantonio nel ruolo di allenatore dei portieri. Una squadra di lavoro ampia, chiamata a incidere non solo sulla tattica ma anche sulla condizione fisica e mentale di un gruppo apparso spesso fragile.
I numeri raccontano bene la portata della sfida. Il Bari è tra le squadre con il peggior rendimento del campionato, fatica a segnare, subisce troppo e, soprattutto, ha smarrito quella solidità che in Serie B fa spesso la differenza tra salvezza e baratro. Longo dovrà intervenire subito su organizzazione difensiva, intensità e capacità di reggere i momenti difficili delle partite. Non c’è tempo per esperimenti: ogni punto pesa come oro.
Sarebbe illusorio, però, pensare che basti il cambio in panchina. Lo stesso nuovo tecnico sa che serviranno rinforzi dal mercato, perché alcune lacune della rosa sono evidenti. L’auspicio dell’ambiente è che la società accompagni il lavoro dell’allenatore con innesti mirati, capaci di alzare il livello di competitività e di personalità della squadra.
A Longo non si chiede di incantare ma di tenere il Bari in Serie B. In una piazza esigente, che vive il calcio come parte della propria identità, l’obiettivo minimo diventa una missione quasi epica. La stagione non è ancora finita ma il tempo stringe: da oggi, ogni allenamento e ogni partita saranno un esame e il margine d’errore è ormai ridotto al minimo.

