Il teatro come specchio, come confessione, come domanda aperta. L’attrice barese Annabella Giordano torna in scena con “Meno Male”, spettacolo scritto e interpretato da lei e diretto da Antonio Palumbo. L’appuntamento è fissato per venerdì 6 marzo alle ore 21 al Teatro Forma di Bari.

Non è solo una rappresentazione, è un attraversamento. Un viaggio che parte da Bari, passa per Roma e potrebbe svolgersi ovunque. “Bari, Roma, Italia, ovunque; io, tu, loro, chiunque; oggi, ieri, sempre … ma domani?”, recita la sinossi. Una domanda che contiene già il cuore del lavoro: dove siamo e dove stiamo andando, come individui e come società.

Una donna, molte donne

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“Meno Male” racconta frammenti di storie individuali che superano i confini dell’identità per trasformarsi in un’espansione di ordinaria violenza, adattabile a ciascuno, con epiloghi diversi come le infinite declinazioni dell’amore.

Al centro della scena c’è “Lei”. Non una sola donna, ma molte. È una massaia, che vive passivamente una vita da cui non si aspetta nulla, un’estetista, energica, che si definisce attraverso le sue sfide quotidiane. È una docente di storia medievale, piena di talento, che vive cercando bellezza, è una studentessa, in definizione, in costruzione. È una donna sopravvissuta.

“Lei è una donna sopravvissuta … è me, sei tu, siamo tutte”.

Il dispositivo narrativo è semplice e potente: una sola interprete che attraversa più identità, più strati, più possibilità. Non c’è retorica ma un’indagine sulle maschere sociali, sugli sguardi che definiscono, sulle aspettative che imprigionano.

Annabella Giordano: un percorso tra teatro, tv e scrittura

Per Bari, Annabella Giordano non è un volto sconosciuto. Il suo percorso artistico è trasversale e radicato nel territorio. Inizia giovanissima con il teatro greco, portando in scena “Alcesti” di Euripide negli anfiteatri italiani. Entra poi nella storica compagnia teatrale barese Tiberio Fiorilli, lavorando su testi di Molière, Shakespeare, Pirandello e Goldoni, diretta da registi come R. Negri, A. Zucchi e M. Mirabella.

Parallelamente approda alla compagnia Diaghilev e si confronta con “Girotondo” di Arthur Schnitzler e con l’improvvisazione nel “Nerone” di Ettore Petrolini. Il grande pubblico la conosce anche per la lunga esperienza televisiva: da “Love Store” con Toti e Tata alla collaborazione quasi trentennale con TeleNorba, fino alla partecipazione al programma “Mudù”, ancora oggi in onda. Non mancano incursioni nel cinema e nella fiction Rai, oltre alla scrittura e conduzione radio-televisiva.

“Meno Male” rappresenta però una tappa diversa: qui Giordano è autrice e interprete, in un lavoro che nasce da un’urgenza espressiva personale.

La regia di Antonio Palumbo

Alla regia c’è Antonio Palumbo, regista barese con un percorso che attraversa teatro e cinema. Dal laboratorio del Kismet Opera fino ai riconoscimenti nazionali, tra cui la nomination ai Nastri d’Argento per il docufilm “Varichina”. Palumbo porta in scena uno sguardo cinematografico, attento ai dettagli, alle atmosfere, alla sottrazione. La sua esperienza nel raccontare storie legate al territorio, ma con respiro universale, si intreccia con la scrittura di Giordano. Il risultato è uno spettacolo che non urla ma insinua. Non accusa ma interroga.

Un teatro che parla al presente

“Meno Male” si inserisce in una stagione culturale barese che prova a tenere insieme intrattenimento e riflessione. Il tema della violenza – fisica, psicologica, relazionale – è affrontato senza slogan, attraverso storie quotidiane. Per un pubblico adulto, tra i 35 e i 60 anni, abituato a confrontarsi con responsabilità familiari e professionali, lo spettacolo diventa occasione di specchio. Non si tratta di assistere a una storia distante, ma di riconoscere frammenti di sé.

Il teatro, in questo caso, non offre soluzioni ma consapevolezza e in un tempo in cui tutto corre veloce, fermarsi a guardare in profondità è già un atto culturale. “Meno Male” non è una risposta ma una domanda aperta sul domani.

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