Dopo settimane di trattative, rinunce e tensioni interne, il centrodestra pugliese sembra aver trovato il proprio candidato alla presidenza della Regione: Luigi Lobuono, 70 anni, imprenditore barese, già presidente della Fiera del Levante dal 2001 al 2006 (su nomina dell’allora governatore Raffaele Fitto) e candidato sindaco di Bari nel 2004 contro Michele Emiliano.

La sua candidatura, non ancora ufficiale ma ormai data per certa, arriva dopo una lunga serie di rifiuti da parte dei dirigenti regionali e nazionali dei partiti della coalizione. L’ultimo, in ordine di tempo, quello di Mauro D’Attis, che ha deciso di fare un passo indietro lasciando spazio a un candidato civico e il centrodestra senza alternative forti.

Una candidatura “di servizio”

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Lobuono, da tempo lontano dalla scena politica, non è un volto noto al grande pubblico né un personaggio con particolare seguito mediatico o digitale. La sua figura, più tecnica che politica, viene letta come una scelta di equilibrio tra le correnti interne, utile a garantire la tenuta della coalizione ma priva di un reale impatto elettorale.

Difficile immaginare che in appena 45 giorni di campagna elettorale possa costruire una narrazione in grado di contendere il consenso ad Antonio Decaro, candidato del centrosinistra e attuale europarlamentare, considerato da osservatori e sondaggi come il grande favorito alla vittoria.

Il centrodestra senza strategia

La vicenda Lobuono conferma una crisi ormai strutturale del centrodestra pugliese, che da vent’anni non riesce a riorganizzarsi né a presentare una proposta politica convincente. Le ultime elezioni regionali del 2020 si conclusero con una pesante sconfitta per l’attuale vicepresidente della Commissione Europea, Raffaelel Fitto, e da allora le divisioni tra partiti, correnti e leadership locali non hanno mai trovato una soluzione.

Questa volta la priorità, più che vincere, sembra essere quella di mantenere lo status quo: garantire la presenza dei partiti nazionali in Consiglio regionale e preservare gli equilibri interni. Secondo indiscrezioni, sarebbero già in definizione le tre liste di riferimento – Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega – a cui si aggiungerebbe forse una lista del presidente, sebbene la sua costruzione sembri ancora un’ipotesi fragile, e quella di Noi Moderati, con la difficoltà di superare lo sbarramento del 4%.

Un copione già scritto

Alla vigilia di una nuova campagna elettorale, dunque, l’impressione è che il centrodestra si appresti a recitare un copione già visto: nessuna strategia unitaria, poche idee per il futuro della Puglia e una leadership che fatica a rinnovarsi.

Nel frattempo, tra i corridoi politici regionali si respira un clima di rassegnazione. Come sintetizza amaramente un osservatore interno: «Tutti contenti: consiglieri quasi già riconfermati e dirigenti che resteranno al loro posto, nonostante una nuova sconfitta annunciata».

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista

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