Gli spettacoli per le famiglie del Teatro Kismet proseguono domenica 14 dicembre alle ore 18 con K(-a-)o / Faccine, una sorprendente analisi coreografica dedicata a un elemento ormai centrale nella comunicazione quotidiana: gli emoji. Lo spettacolo, consigliato a un pubblico dagli 8 anni in su, è prodotto da Fondazione Sipario Toscana e Kenjishinohesolodanceperformance.
Il coreografo giapponese Kenji Shinohe porta in scena un’indagine fisica e digitale su come le emozioni vengono filtrate, semplificate e spesso deformate attraverso le iconiche faccine della tastiera. La performance mette da parte le parole per raccontare, con il linguaggio del corpo e delle tecnologie, il tema urgente della “comunicazione superficiale” generata dai nuovi strumenti digitali, una modalità espressiva diffusa soprattutto – ma non esclusivamente – tra i più giovani.
Al centro dello spettacolo c’è un interrogativo che tocca tutti: cosa succede alle nostre emozioni quando scegliamo di rappresentarle con un simbolo? Se in chat usiamo l’emoji che ride a crepapelle, stiamo davvero ridendo? E quando inviamo la faccina che piange disperata, quale espressione attraversa il nostro volto? K(-a-)o / Faccine interroga il pubblico, rivelando il rischio che l’abuso di questi segni visivi possa nascondere o impoverire i sentimenti autentici. La domanda chiave, che emerge in filigrana, è una sola: come possiamo recuperare la verità delle nostre emozioni?
Lo spettacolo rientra nella stagione Famiglie a teatro 2025.26, diretta da Teresa Ludovico e Gianni Forte per Teatri di Bari – Teatro della Città di Rilevante Interesse Culturale, e continua il percorso della rassegna dedicata al coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso linguaggi innovativi e accessibili.
Ad arricchire il pomeriggio, nel foyer del Kismet sarà presente anche il book corner dell’associazione culturale “Un panda sulla luna”, con una selezione di letture pensate per bambini e adolescenti.
Un appuntamento che promette di far riflettere, emozionare e soprattutto riscoprire il valore dell’espressione umana oltre lo schermo.

