Giovedì 22 gennaio 2026, alle 18.30, la biblioteca comunale di Corato, in largo Plebiscito, ospiterà un incontro pubblico di approfondimento e confronto sulla riforma della giustizia voluta dal Governo e redatta dal ministro Carlo Nordio. L’iniziativa è promossa dal Comitato per il No al referendum sulla riforma della giustizia e si inserisce nel dibattito nazionale che accompagna il percorso referendario.

Al centro dell’appuntamento una domanda netta, che sintetizza la posizione dei promotori: “Perché la riforma Nordio mira a stravolgere gli assetti costituzionali senza ridurre di un solo giorno la durata dei processi?“.

Ancora: “Perché questa riforma rischia di attribuire più potere alla politica, senza incidere sulle reali inefficienze del sistema giudiziario?

I relatori

A discuterne saranno voci autorevoli e con competenze diverse, chiamate a leggere la riforma da prospettive giuridiche, istituzionali e giornalistiche:

  • Angela Arbore, presidente della sezione Lavoro del Tribunale di Trani,
  • Giuseppe De Tomaso, giornalista, già direttore della Gazzetta del Mezzogiorno e sindaco di Turi,
  • Bepi Maralfa, avvocato e responsabile anticorruzione del Comune di Molfetta.

A introdurre e moderare il dibattito sarà Giuseppe Volpe, ex procuratore della Repubblica di Bari.

Un confronto pubblico sul futuro della giustizia

L’incontro di Corato si propone come uno spazio di partecipazione aperta, rivolto non solo agli addetti ai lavori ma anche ai cittadini interessati a comprendere le conseguenze concrete della riforma. Secondo i promotori, il rischio è che l’intervento normativo incida sugli equilibri costituzionali – in particolare sul rapporto tra politica e magistratura – senza affrontare il nodo centrale dei tempi della giustizia, che continuerebbero a gravare su cittadini e imprese.

Il dibattito si concentrerà quindi su indipendenza della magistratura, separazione dei poteri, efficacia reale delle riforme e sul ruolo dell’opinione pubblica in un passaggio referendario che chiama direttamente i cittadini a esprimersi.

Un appuntamento che punta a riportare il tema della giustizia fuori dagli slogan e dentro un confronto informato, in un momento in cui le scelte istituzionali rischiano di avere effetti di lungo periodo sull’assetto democratico del Paese.

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ViviBari
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