Al centro dell’iniziativa c’è una scelta culturale precisa, prima ancora che simbolica. A spiegarla è Fabrizio Tatarella, vicepresidente della Fondazione Tatarella, alla vigilia dell’inaugurazione dell’Emeroteca dedicata a Giuseppe Prezzolini, in programma giovedì 29 gennaio 2026 alle ore 18 nella sede della Fondazione in Via Piccinni 97.
«Il conservatorismo è la filosofia degli affetti. Siamo affezionati alle cose che amiamo e vogliamo proteggerle dalla distruzione, anche se sappiamo che non possono durare in eterno», ricorda Tatarella citando Roger Scruton, riferimento teorico che ispira l’intero progetto.
Un passaggio che chiarisce subito l’obiettivo dell’Emeroteca: superare l’idea del conservatorismo come immobilismo, restituendogli una dimensione culturale viva, capace di tenere insieme memoria e trasformazione.
Perché Prezzolini, oggi
Secondo il vicepresidente della Fondazione, intitolare un’Emeroteca a Prezzolini significa rimettere al centro una tradizione di pensiero spesso fraintesa.
«L’inaugurazione dell’Emeroteca intitolata a Prezzolini serve a dimostrare come il termine “conservatore” possa assumere un’accezione positiva, superando pregiudizi radicati che lo dipingono come stantio o retrogrado», spiega Tatarella.
«Pregiudizi che nascono, molto spesso, da una scarsa conoscenza della dottrina conservatrice».
Prezzolini, intellettuale irregolare, polemista e osservatore critico del suo tempo, diventa così la figura ideale per raccontare un conservatorismo non dogmatico, capace di interrogare il presente.
Cambiare senza cancellare
Nel ragionamento di Tatarella emerge con forza l’idea di una “rivoluzione conservatrice” intesa non come ossimoro, ma come sintesi.
«La rivoluzione conservatrice italiana è l’incontro tra due istanze solo apparentemente opposte: il cambiamento e il recupero del patrimonio storico e civile della nazione».
Un approccio che, secondo la Fondazione Tatarella, è oggi più attuale che mai, in un tempo segnato da trasformazioni rapide e spesso prive di radicamento.
L’anomalia italiana
Tatarella allarga poi lo sguardo alla storia politica del Paese, individuando le ragioni per cui il conservatorismo italiano ha faticato a strutturarsi. «In Italia il fascismo ha rappresentato un freno determinante alla nascita di un partito conservatore. Nel dopoguerra la Democrazia cristiana ha assorbito gran parte dell’elettorato conservatore, mentre la presenza del più forte partito comunista dell’Europa occidentale ha alterato il normale confronto politico».
Un quadro che spiega perché, per decenni, l’elettorato conservatore abbia scelto soluzioni di ripiego, come sintetizzato dalla celebre frase di Montanelli. «Solo nel 1995, con Alleanza Nazionale, c’è stato un primo tentativo di costruire un partito conservatore di massa. Oggi, con Fratelli d’Italia, quell’esperienza è arrivata al governo del Paese».
Un luogo di studio, non di celebrazione
L’Emeroteca Prezzolini non nasce come spazio celebrativo, ma come luogo di studio, consultazione e confronto, in linea con la missione della Fondazione Tatarella: custodire la memoria culturale per renderla utile al presente. L’inaugurazione avverrà in occasione della presentazione del volume “Giuseppe Prezzolini. L’anarchico conservatore” (Mondadori), scritto da Gennaro Sangiuliano, offrendo così un ulteriore momento di riflessione sul ruolo degli intellettuali nel dibattito pubblico.

