Il cambio in panchina non basta a rianimare il Bari, che a Empoli vive una delle serate più difficili della sua stagione. L’esordio di Vincenzo Vivarini coincide con un pesantissimo 5-0 che lascia i biancorossi frastornati, sprofondati in classifica e ancora alla ricerca di un’identità dopo l’ennesima sconfitta di un avvio di campionato già complicato.

Un primo tempo discreto, poi il crollo

Eppure l’avvio lasciava sperare in tutt’altro finale. Il Bari approccia bene il match, pressa alto e costruisce le prime opportunità con Moncini e Castrovilli, mostrando per una ventina di minuti un’organizzazione più fluida rispetto alle ultime uscite. L’Empoli fatica a trovare varchi, si affaccia solo a sprazzi dalle parti di Cerofolini e rischia addirittura l’autogol su una mischia al 16’.

Con il passare dei minuti, però, i toscani crescono: Degli Innocenti e Shpendi scaldano i guanti al portiere barese, poi è Yepes a sfiorare il vantaggio con un sinistro deviato in corner. Il gol è nell’aria e arriva puntuale nell’unico minuto di recupero: Guarino, dimenticato dalla difesa pugliese, colpisce di testa su calcio piazzato e firma l’1-0.

Ripresa da incubo: Empoli dilagante, Bari assente

Il rientro dagli spogliatoi sancisce il tracollo. Dopo appena sette minuti Shpendi raddoppia, approfittando dell’ennesima marcatura blanda della retroguardia biancorossa. Il Bari si scioglie, perde compattezza e fiducia, mentre l’Empoli fiuta il momento e accelera.

Al 66’, sull’asse Pellegri–Yepes, arriva il 3-0: controllo al limite dell’area e destro secco dello spagnolo che non lascia scampo a Cerofolini. È il colpo che chiude definitivamente la partita, nonostante i cambi disperati tentati da Vivarini.

Nel finale i padroni di casa arrotondano ulteriormente un punteggio già eloquente: Pellegri firma il poker all’89’, Ceesay cala la manita un minuto più tardi dopo aver saltato Dickmann con troppa facilità. Per il Bari, ormai senza energie né orgoglio, è notte fonda.

Classifica allarmante e difesa da ricostruire

Con 24 gol subiti e sei sconfitte nelle ultime tredici gare (in attesa del recupero con la Juve Stabia del 4 dicembre), il Bari scivola al diciassettesimo posto e si ritrova pienamente invischiato nella zona playout. La retrocessione, parola tabù fino a poche settimane fa, inizia ora a spaventare sul serio.

Il debutto di Vivarini, atteso come una possibile svolta, si trasforma invece in un campanello d’allarme assordante: servirà tempo, lavoro e probabilmente un profondo intervento psicologico per rimettere insieme i cocci di una squadra che al Castellani ha mostrato tutti i suoi limiti.

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