Prosegue la XXV Stagione di Prosa 2025/26 del Teatro Angioino di Mola di Bari, organizzata dalla Compagnia Teatro d’Oggi con la direzione artistica di Francesco Capotorto e il patrocinio del Comune. Sabato 14 febbraio 2026, alle ore 21, il pubblico potrà assistere a uno dei capolavori più amati del teatro italiano: “Uomo e galantuomo” di Eduardo De Filippo, portato in scena dalla Compagnia Instabile NapolInScena di Taranto, con la regia di Ascanio Cimmino.

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Scritta e rappresentata per la prima volta nel 1926, l’opera appartiene al periodo giovanile di Eduardo ed è una commedia degli equivoci che unisce ritmo irresistibile, satira sociale e uno sguardo lucidissimo sul mondo del teatro e sulle sue contraddizioni. Al centro della vicenda c’è una sgangherata compagnia di guitti di provincia, “La Eclettica”, in trasferta in una assolata Bagnoli di inizio Novecento, tra mosche insistenti, miseria quotidiana e sogni di sopravvivenza.

Invitati dal ricco don Alberto De Stefano a esibirsi in alcune recite, gli improvvisati attori si rivelano presto più esperti nell’arte di arrangiarsi che in quella teatrale. Tra intrecci amorosi, finte pazzie, malintesi colossali e gravidanze scambiate, la storia precipita in una girandola di situazioni surreali che culminano nel celebre espediente della finta follia, usata come ultimo, geniale stratagemma per salvare l’onore – e la vita – dei protagonisti.

La messa in scena valorizza il metateatro eduardiano, con la memorabile scena delle prove e il tormentone “’Nzerra chella porta!”, simbolo di una pungente critica al pressapochismo teatrale e alle ipocrisie del perbenismo nobil-borghese. Sotto la superficie comica, emergono temi profondi e ricorrenti nell’opera di Eduardo: il conflitto tra miseria e ricchezza, la dignità umana messa alla prova, il falso moralismo sociale e la sottile linea che separa sanità e follia.

In scena un numeroso cast guidato da Francesco D’Andria e Andrea Mancini, affiancati dallo stesso Ascanio Cimmino, con scene di Mimmo Macrì. Uno spettacolo che promette risate dall’inizio alla fine, ma anche uno sguardo ironico e tagliente su una società che, dietro le apparenze, mostra tutte le sue fragilità. Sipario alle 21.00.

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