Si è svolta nel pomeriggio l’assemblea pubblica dedicata al sistema del welfare regionale, alla presenza del candidato presidente della coalizione progressista Antonio Decaro. Un momento di confronto con operatori e professionisti del settore, pensato per raccogliere istanze e proposte da inserire nel programma per la Puglia 2030, che sarà aperto alla partecipazione dei cittadini a partire da domenica 5 ottobre.

L’analisi dei bisogni emergenti

L’incontro si è aperto con un quadro demografico che evidenzia la trasformazione della popolazione pugliese. Nel 1982 gli over 65 erano 410.000 (10,5%), diventati 957.000 nel 2025 (24,7%) e stimati oltre 1,2 milioni nel 2045 (circa il 36%). Un cambiamento che sollecita servizi sempre più differenziati: da un lato opportunità per l’active aging, dall’altro una rete sociosanitaria capace di rispondere alle gravi non autosufficienze e alle patologie croniche.

A preoccupare è anche l’aumento della povertà multidimensionale: nel 2024 il 37,7% dei pugliesi risultava a rischio povertà o esclusione sociale, in crescita rispetto al 32,2% dell’anno precedente. Una povertà che non riguarda solo reddito e lavoro, ma anche accesso a casa, cure, welfare, cultura e qualità della vita.

Le emergenze del presente

Altro tema centrale è quello della salute mentale. Circa 55.000 pugliesi risultano in carico ai Dipartimenti di Salute Mentale, mentre si stima che il 20–25% della popolazione – circa 780.000 persone – conviva con forme di disagio psicologico “sotto soglia”, difficilmente intercettate dai servizi tradizionali. Una condizione che richiede nuove strategie di presa in carico, più vicine ai territori e alle famiglie.

Gli operatori hanno posto l’accento anche su:

  • la crescita delle dipendenze, vecchie e nuove;
  • il disagio minorile e la dispersione scolastica;
  • la condizione delle famiglie fragili;
  • le disabilità, che riguardano circa 300.000 pugliesi con limitazioni motorie o psicosensoriali significative.

È emersa inoltre la necessità di aggiornare la normativa regionale sul welfare, ferma al 2006, oggi superata da nuove esigenze e da una stratificazione di regolamenti che rendono complessa l’erogazione dei servizi.

L’impegno di Decaro

Antonio Decaro ha sottolineato come la Legge 19 del 2006, primo testo organico sul welfare pugliese, necessiti oggi di una revisione profonda:

“L’ascolto degli operatori, che ogni giorno affrontano le difficoltà reali delle comunità, ci aiuta a comprendere quanto il sistema debba evolvere. Non più solo un costo a bilancio, ma un investimento sul benessere collettivo”.

Tra le priorità indicate dal candidato presidente:

  • un Piano regionale per l’invecchiamento attivo dedicato agli over 65, con azioni su salute, socialità e autonomia;
  • un nuovo strumento di reddito e inclusione, evoluzione delle misure già sperimentate negli anni scorsi;
  • un piano per il benessere dei giovani, con servizi e opportunità di crescita;
  • una integrazione strutturata del sistema sociosanitario e del welfare, per garantire continuità e completezza nella presa in carico delle persone lungo tutto l’arco della vita.

L’assemblea si è chiusa con la disponibilità degli operatori a proseguire il confronto in modo strutturato, contribuendo così alla costruzione condivisa del programma per la Puglia 2030.

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ViviBari
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