Rimettere la persona al centro del processo educativo, contrastando una didattica sempre più automatica e impersonale: è questo il filo conduttore dell’incontro “Cambridge Meets Bari: The Child Is Not an Algorithm”, ospitato dal Lord Byron College e realizzato in collaborazione con Cambridge English, ente di riferimento internazionale per la certificazione delle competenze linguistiche.
L’evento, svoltosi nella sede barese del Lord Byron College, ha coinvolto docenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, formatori ed educatori provenienti da scuole statali e private del territorio, offrendo un momento di confronto su metodologie didattiche innovative e centrate sullo studente.
Promosso dai professori John Credico e Andrew Paolillo, dirigenti del Lord Byron College con una lunga esperienza internazionale nel campo della formazione linguistica e della progettazione educativa, l’incontro ha affrontato una delle principali sfide della scuola contemporanea: il rischio di un apprendimento standardizzato, guidato da modelli ripetitivi e poco attenti alla dimensione emotiva e comunicativa degli studenti.
Al centro dei lavori, la presentazione di un approccio student-based, fondato su pratiche didattiche come storytelling, voiceover e doppiaggio in cabina, intese non come attività accessorie, ma come strumenti strutturati per sviluppare competenze linguistiche autentiche. Attraverso il racconto e l’uso consapevole della voce, gli studenti vengono stimolati a utilizzare la lingua in modo intenzionale, personale e creativo.
Particolare attenzione ha suscitato la Cabina di Doppiaggio, sperimentata direttamente dagli insegnanti presenti, che consente di lavorare su pronuncia, intonazione, comprensione e sicurezza espressiva, favorendo un coinvolgimento attivo e una maggiore partecipazione in classe.
Nel corso dell’incontro, Giacomo Palladino, Learning and Assessment Consultant di Cambridge English, ha sottolineato come la formazione dei docenti debba oggi andare oltre la sola competenza linguistica, puntando su un aggiornamento metodologico continuo capace di rispondere ai bisogni reali degli studenti.
A rafforzare il messaggio, l’intervento di Alan Weir, Teacher Trainer di Cambridge English, che ha guidato una sessione formativa interattiva, invitando i partecipanti a superare modelli di insegnamento rigidi per adottare pratiche più flessibili, inclusive e personalizzate.
L’iniziativa ha confermato come l’innovazione didattica passi dall’esperienza concreta dello studente e dalla valorizzazione della sua unicità, promuovendo un apprendimento linguistico più profondo, consapevole e duraturo. Un principio sintetizzato efficacemente dal titolo dell’incontro: il bambino non è un algoritmo.

