Toritto dice addio a Pietro Antonio D’Elia, storico artigiano e artista noto a tutti come “lo scienziato” o “Tonino il meccanizzato”, scomparso all’età di 76 anni. La notizia della sua morte, diffusa il 6 febbraio 2026, ha attraversato la comunità come un silenzio improvviso, lasciando sgomenti cittadini, appassionati e visitatori che negli anni avevano imparato a conoscere e amare il suo genio paziente e visionario.

ViviBari, testata giornalistica registrata, è anche media partner per progetti, imprese, professionisti ed eventi.

Figura simbolo del territorio, D’Elia ha legato indissolubilmente il proprio nome alla sua opera più celebre: il Presepe Meccanico “La Grotta Incantata”, un progetto straordinario che ha occupato oltre cinquant’anni della sua vita e che oggi rappresenta uno dei patrimoni artistici e identitari più preziosi di Toritto.

Realizzato all’interno di un trullo poco fuori dal centro abitato, il presepe è una vera e propria macchina narrativa della fede: 317 statuine, tutte animate e costruite a mano, mosse da circa 90 motorini, danno vita a una scenografia di circa 150 metri quadrati. Un’opera complessa, minuziosa, frutto di ingegno tecnico e profonda spiritualità, che racconta la vita di Gesù attraverso scene di grande intensità: dalle Nozze di Cana alla guarigione del cieco, dall’Ultima Cena fino all’ultima aggiunta, il giudizio di Pilato. Un racconto ancora incompiuto, perché D’Elia coltivava il sogno di portare il presepe fino alla Resurrezione.

Nel dicembre scorso, la comunità aveva celebrato con orgoglio il 50° anniversario della Grotta Incantata, rendendo omaggio al suo creatore con una festa pubblica e una targa commemorativa consegnata dal sindaco. Poche settimane dopo, durante l’evento “Mani, Voci e Memoria” del 25 gennaio 2026, D’Elia era intervenuto per ricordare l’amico Pasquale Mongelli, scomparso l’anno precedente, ringraziandolo per il sostegno ricevuto lungo un cammino artistico spesso solitario ma mai abbandonato.

In quell’occasione, aveva voluto lasciare anche un messaggio ai più giovani: credere nel proprio talento, non arrendersi davanti allo scetticismo, continuare a costruire anche quando nessuno guarda. Parole che oggi assumono il valore di un testamento morale.

La scomparsa di Pietro Antonio D’Elia lascia un vuoto profondo, non solo umano ma anche culturale. Allo stesso tempo, consegna a Toritto una responsabilità importante: custodire, proteggere e valorizzare la Grotta Incantata, affinché l’opera continui a raccontare una storia fatta di fede, pazienza, ingegno e amore per il proprio territorio.

Perché Tonino il meccanizzato se n’è andato, ma il suo presepe continua a muoversi. E a parlare.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti al canale Whatsapp

Leggi le notizie nazionali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ViviBari
Panoramica privacy

Leggi l'informativa.