Il copione è ormai tristemente noto e si ripete anche nel giorno del 118° compleanno del club. Il Bari cade ancora, sconfitto 0-1 dalla Juve Stabia nella gara valida per la 20ª giornata di Serie B, e sprofonda ulteriormente in classifica. A firmare la vittoria delle vespe è l’ex di turno, Leonardo Candellone, glaciale dal dischetto nel finale del primo tempo. Un episodio che basta e avanza per condannare i biancorossi all’ennesima serata amara, la decima consecutiva senza successi.

La squadra di Vincenzo Vivarini conferma tutti i propri limiti: gioco sterile, poche idee e una fragilità mentale che emerge nei momenti chiave. Contro una Juve Stabia ordinata, compatta e cinica, il Bari non riesce mai a dare l’impressione di poter davvero raddrizzare la partita, nonostante un secondo tempo giocato più con il cuore che con la testa.

Un rigore che pesa come un macigno

L’avvio di gara è nervoso e povero di emozioni, con gli ospiti più intraprendenti e il Bari incapace di costruire con continuità. Dopo alcuni tentativi senza esito da entrambe le parti, l’episodio che decide l’incontro arriva al 35’: un errore in uscita costa carissimo ai padroni di casa, la Juve Stabia affonda e sull’azione successiva l’arbitro indica il dischetto. Candellone non sbaglia, spiazza Cerofolini e ammutolisce il San Nicola.

La reazione del Bari è più di rabbia che di lucidità. Qualche conclusione velleitaria, tanti palloni persi e i fischi del pubblico che accompagnano la squadra negli spogliatoi all’intervallo, segnale evidente di una frattura sempre più profonda tra tifoseria e gruppo.

Ripresa senza scosse

Nella ripresa Vivarini prova a cambiare assetto, passando alla difesa a quattro e inserendo forze fresche, ma la sostanza non cambia. La Juve Stabia controlla, riparte con pericolosità e sfiora il raddoppio in più di un’occasione, trovando sulla sua strada un attento Cerofolini. Il Bari, invece, fatica persino ad arrivare al tiro con convinzione: la manovra è lenta, prevedibile, e gli ingressi dalla panchina non producono l’effetto sperato.

Nel finale i biancorossi tentano l’assalto disperato, ma senza mai mettere davvero in difficoltà la retroguardia campana. Il triplice fischio sancisce così la seconda sconfitta consecutiva e una classifica che ora fa davvero paura.

Classifica e futuro in bilico

Con questo ko il Bari resta fermo a 17 punti, penultimo, e guarda con crescente preoccupazione al fondo della graduatoria. La media punti di Vivarini è impietosa e il suo futuro appare sempre più in discussione, anche se le responsabilità della crisi sembrano estendersi ben oltre la panchina, chiamando in causa società e area tecnica.

Sabato prossimo, sul campo del Cesena, servirà molto più di una semplice reazione d’orgoglio. Perché il tempo stringe e, senza una svolta immediata, il rischio è che questa stagione si trasformi definitivamente in un incubo sportivo per tutto l’ambiente biancorosso.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti al canale Whatsapp

Leggi le notizie nazionali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ViviBari
Panoramica privacy

Leggi l'informativa.