Torna “Un ponte di parole”, il progetto che costruisce relazioni tra adolescenti italiani e palestinesi attraverso il linguaggio universale delle parole, delle immagini e delle emozioni. Dopo il successo della prima edizione, l’iniziativa si rinnova e si amplia, assumendo il nome di “Esperanto – Un ponte di parole e immagini”, e si prepara ad avviare un nuovo percorso fatto di scrittura, fotografia, cinema, cucina e musica.

Non un semplice progetto culturale, ma un atto politico e umano, che sceglie la relazione, l’ascolto e la memoria condivisa come strumenti di pace. In un tempo dominato da muri e divisioni, “Un ponte di parole” risponde costruendo ponti — reali, immaginari e simbolici — tra le due sponde del Mediterraneo.

Promosso con il sostegno della Regione Puglia e in collaborazione con il Comune di Corato – Assessorato alle Politiche Giovanili, il progetto si inserisce nell’ambito delle iniziative per la pace nel Mediterraneo e prenderà ufficialmente il via venerdì 25 ottobre con l’arrivo a Corato del Nazra Palestine Film Festival, rassegna internazionale dedicata al cinema indipendente palestinese.

La supervisione e la mediazione culturale sono affidate a Iyas Jubeh, mentre la direzione artistica è curata da Claudia Lerro di Teatri Di. Versi. Fondamentale il coinvolgimento delle scuole superiori di Corato, che parteciperanno a laboratori artistici e culturali dedicati alla conoscenza e alla valorizzazione della cultura palestinese.


L’evento inaugurale: cinema e resistenza al Cinema Alfieri

Il primo appuntamento del programma si terrà venerdì 25 ottobre al Cinema Alfieri di Corato, con una tappa ufficiale del Nazra Palestine Film Festival, il festival-concorso che dal 2017 porta in Europa lo sguardo del cinema palestinese indipendente.

Ospite della serata sarà Hind Abushkhadim, produttrice del corto finalista Cinema Al-Amal di Rana Abushkhaidem, in concorso nella sezione Documentari. L’incontro offrirà al pubblico una visione autentica e intensa della Palestina contemporanea, raccontata attraverso le storie e le immagini di chi vive la quotidianità della resistenza e della creatività.

“Nazra” – che in arabo significa sguardo – nasce come atto di resistenza culturale alle narrazioni dominanti, un’occasione per sostenere il diritto all’autorappresentazione del popolo palestinese. È uno spazio di incontro e solidarietà, in cui lo sguardo dell’altro diventa strumento di conoscenza reciproca e di pace.

L’approdo del festival a Corato segna così un momento di apertura e dialogo tra le comunità, grazie alla forza del cinema come linguaggio universale e strumento di consapevolezza.


Il cuore del progetto: lettere, immagini e memoria condivisa

La seconda edizione di “Un ponte di parole” si articola su tre direttrici principali — la parola scritta, l’immagine e l’incontro diretto — per amplificare la forza del dialogo interculturale.

Come un messaggio in bottiglia (novembre – dicembre 2025)

È l’anima del progetto: un ponte epistolare tra adolescenti di Corato e della Palestina, che rinnova il dialogo iniziato lo scorso anno. Le lettere diventano frammenti di vita, racconti di sogni, paure e speranze, capaci di attraversare confini fisici e politici.

Accanto a questo carteggio diretto nascerà una nuova azione simbolica: “Lettere senza destinatario”, ispirate alle storie raccolte nei campi profughi e nei villaggi palestinesi, saranno inviate come “messaggi in bottiglia” a sconosciuti selezionati tra studenti di Corato e giovani palestinesi. Un gesto di ascolto radicale, che vuole abbattere stereotipi e pregiudizi, generando empatia e conoscenza.


Laboratori e formazione: la pace come pratica quotidiana

A partire da fine ottobre, le scuole superiori di Corato ospiteranno tre laboratori tematici:

  • Fotografia documentaristica, condotto dal fotoreporter Antonio Ottomanelli in collaborazione con Wonder Cabinet. Dopo una prima fase al liceo artistico di Corato, il laboratorio proseguirà a Betlemme, dove giovani italiani e palestinesi esploreranno con la fotografia parole chiave come cura, memoria, libertà e giustizia — i pilastri della pace.
  • Cucina palestinese, a cura della dottoressa Rita Volpe, per scoprire il valore identitario e comunitario del cibo come linguaggio culturale e strumento di incontro.
  • Musica e letteratura palestinese, con Nabil Bay e Fabrizio Piepoli, per dare voce a suoni e parole che raccontano la resilienza e la bellezza di un popolo.

Il calendario si arricchirà inoltre di incontri pubblici, meeting divulgativi e momenti di confronto aperti alla cittadinanza, con ospiti di rilievo nazionale e internazionale.


Le immagini come linguaggio universale

Tra novembre e dicembre, il progetto culminerà in una mostra fotografica che raccoglierà gli scatti realizzati dai partecipanti ai laboratori di Corato e Betlemme: un percorso visivo che intreccia storie, sguardi e speranze, rendendo visibile il filo invisibile che unisce le due comunità.


“Un ponte di parole – II edizione” è dunque molto più di un progetto: è una chiamata alla pace, alla responsabilità e alla memoria condivisa. Un invito a credere che, anche nei tempi più difficili, le parole — quando sono autentiche — possono ancora costruire ponti.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti al canale Whatsapp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ViviBari
Panoramica privacy

Leggi l'informativa.