Celebrare il passato per dare senso al futuro, è questo il filo conduttore della Cerimonia della Toga d’Oro, che si è svolta oggi nel Teatro Kursaal Santalucia, promossa dall’Ordine degli Avvocati di Bari. Un appuntamento solenne e partecipato, nel quale la comunità forense si è ritrovata per rendere omaggio a chi ha attraversato decenni di esercizio professionale e, allo stesso tempo, per riconoscere il valore delle nuove generazioni di avvocate e avvocati.
La Cerimonia della Toga d’Oro rappresenta da sempre un momento identitario per l’avvocatura barese: un’occasione in cui la memoria dei percorsi professionali più lunghi si intreccia con la responsabilità di trasmettere valori, metodo e passione a chi oggi muove i primi passi nella professione.
Nel corso della manifestazione, allietata anche dal Coro dell’Ordine, sono stati conferiti i riconoscimenti ai decani dell’Ordine per i 50 e 60 anni di iscrizione all’Albo, testimoni di una vita spesa al servizio della giustizia. Accanto a questi, per la prima volta, l’Ordine ha voluto attribuire un riconoscimento specifico alle avvocate giunte a 40 anni di esercizio professionale, segnando un passaggio significativo nel racconto dell’avvocatura e del ruolo delle donne nella professione.
A completare idealmente questo percorso tra passato e futuro, è stata conferita la Toga d’Onore alla giovane avvocata Beatrice Genco, distintasi per aver conseguito il miglior risultato all’ultimo esame di abilitazione alla professione forense, dopo il brillante percorso presso la Scuola Forense Barese.
Ad aprire la cerimonia è stato il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari, avv. Salvatore D’Aluiso, che ha definito la Toga d’Oro «una festa che ci piace condividere con tutti», sottolineando come il riconoscimento non sia rivolto soltanto ai premiati, ma anche a chi li ha accompagnati nel lungo percorso professionale: «Il più prezioso riconoscimento – ha affermato – va ai familiari, agli affetti più cari, agli amici delle nostre premiande e dei nostri premiandi, perché vivere 40, 50 e addirittura 60 anni accanto a un’avvocata o a un avvocato è un’impresa davvero eroica».
Nel suo intervento, il presidente D’Aluiso ha richiamato il valore umano dell’avvocatura, ricordando come la professione non possa essere esercitata solo con competenza tecnica e intuito ma richieda soprattutto «il cuore, inteso come capacità di comprendere e farsi carico dei dolori altrui», ribadendo il ruolo dell’avvocato quale presidio di libertà, dignità e fiducia per i cittadini.
Particolare attenzione è stata dedicata alla scelta di valorizzare le colleghe con 40 anni di carriera, decisione maturata anche alla luce di dati che mostrano come siano meno numerose le donne che raggiungono i 50 anni di iscrizione all’Albo. Un riconoscimento attribuito, come ha evidenziato il presidente, «in considerazione del lustro che queste colleghe hanno dato e continueranno a dare alla nostra professione».
Il momento dedicato alla giovane avvocata premiata ha rafforzato il filo generazionale, richiamando anche il ruolo centrale della Scuola Forense Barese, nell’occasione intitolata all’avv. Enrico Perchinunno, figura storica della realtà forense barese.

