Al Bano Carrisi è tornato all’università per incontrare gli studenti della LUM di Casamassima, per presentare il suo nuovo lavoro autobiografico, “Il sole dentro”. Un libro che racconta la sua vita, dalle prime difficoltà di emigrato a Milano al legame sempre forte con la sua terra d’origine.

L’evento, molto atteso e partecipato, si è svolto il 7 febbraio nell’aula Aldo Rossi della Libera Università Mediterranea, dove l’artista salentino si è raccontato tra esordi, successi e sacrifici.

“Il sole dentro”, edito da Mondadori, ripercorre le diverse fasi della sua vita, con sincerità e umiltà: dalle sfide iniziali ai successi internazionali, dalle gioie familiari ai momenti di difficoltà, offrendo ai lettori uno sguardo intimo sulla sua vita e non poche riflessioni.

L’incontro è stata un’occasione per parlare non solo di musica ma anche di principi e valori; Al Bano ha più volte sottolineato la necessità di sacrificarsi per raggiungere i propri sogni, ricordando ai giovani studenti anche l’importanza della passione e della curiosità, “che spinge a non fermarsi neanche davanti alle inevitabili difficoltà della vita”.

Tanti gli aneddoti, i ricordi e i sorrisi che hanno affascinato il pubblico: Domenico Modugno, ispirazione e amico di Carrisi; il suo falso incarico al Comune d Milano per tranquillizzare sua madre mentre serviva ai tavoli di un ristorante prima di realizzare il suo sogno; ancora, il rapporto con le origini, la terra e “le regole contadine” che, come ripetuto nel libro, ha applicato alla sua straordinaria carriera.

Uno degli artisti più amati del panorama musicale italiano e internazionale, dunque, si racconta a tutto tondo in questo scritto. Viaggi, amori, dolori e sudori: Al Bano si è confidato tra le pagine e con i giovani senza resistenze, conquistando – ancora una volta – il suo pubblico.

“Sono un alunno” – ha detto sorridendo a chi lo ha chiamato timidamente “maestro”, – “un semplice alunno che non si stanca mai di scoprire e di studiare, e che non dimentica mai da dove viene“.

Forza e determinazione, tra i suoi compagni di cammino, che gli hanno permesso di girare il mondo senza mai perdere la bussola. “Perché le radici sono importanti e la musica è il mio tappeto volante” ha concluso Al Bano.

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ViviBari
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