Il sindaco di Capurso in carica dal 2020, Michele Laricchia, ha annunciato ufficialmente la volontà di ricandidarsi alle elezioni comunali della primavera 2026, chiedendo ai cittadini un nuovo mandato amministrativo di cinque anni.
Una scelta che si inserisce in una visione politica già sperimentata nel corso dell’attuale consiliatura e che punta a dare continuità a un modello di governo fondato sulla partecipazione e sulla condivisione delle responsabilità. Al centro del progetto c’è l’idea di una città governata non da un leader solitario ma da una guida capace di tenere insieme sensibilità, competenze ed energie diverse.
Il primo cittadino fa sapere che in questi anni, l’amministrazione comunale ha costruito il proprio percorso puntando sul coinvolgimento attivo della comunità: cittadini, associazioni, operatori economici, mondo della scuola, del sociale e della cultura. Da qui nasce l’immagine di Capurso come una “Sinfonia”, un progetto collettivo che prende forma giorno dopo giorno attraverso il contributo di tanti attori diversi, chiamati a suonare insieme pur mantenendo ciascuno la propria identità.
La proposta politica che accompagna la ricandidatura non si colloca rigidamente dentro gli schemi tradizionali di partito o di coalizione ma si presenta come un percorso aperto, orientato alle competenze e alle passioni civiche presenti sul territorio. Un approccio che mira a intercettare energie nuove e a rafforzare il legame tra istituzioni e comunità locale.
La coalizione che sosterrà Laricchia sarà presentata sabato 24 gennaio alle ore 18.00, nella Sala Bianca, nel corso di un appuntamento pensato non come una semplice conferenza politica, ma come un momento di incontro e confronto pubblico, aperto alla cittadinanza.
Nel suo intervento, il sindaco ha voluto ribadire il senso profondo della scelta di ricandidarsi: «In questi anni l’azione amministrativa ha avuto un filo conduttore chiaro: le persone al centro di ogni scelta. I capursesi sono stati il cuore delle politiche sociali, degli interventi educativi, della cura degli spazi pubblici e della costruzione di occasioni di incontro, partecipazione e comunità. Sono, siamo, sempre stati dell’idea che una città non si governa da soli – dichiara Michele Laricchia –. Come in un’orchestra, il sindaco non è il solista: è il direttore. Ascolta, coordina, studia le singole parti e tiene il ritmo, restando sempre in mezzo alla gente. Da soli si può fare bene. Insieme si può emozionare».

