Mola di Bari si prepara a rendere omaggio a uno dei suoi artisti più significativi con una grande mostra retrospettiva dedicata a Bruno Calvani. L’iniziativa, presentata ufficialmente venerdì 19 dicembre 2025 nella Sala conferenze del Castello Angioino-Aragonese, segna l’avvio di un progetto culturale di ampio respiro che accompagnerà la città per tutto il 2026.

La conferenza stampa si è svolta nel giorno del quarantesimo anniversario della scomparsa dello scultore molese, sottolineando il valore simbolico dell’evento. All’incontro hanno partecipato il sindaco Giuseppe Colonna, l’assessore alle Politiche culturali e turistiche Angelo Rotolo, la consigliera delegata alla valorizzazione del patrimonio culturale Micaela Paparella, il presidente della Cooperativa Armida Carlo Mansueto e il curatore scientifico della mostra Massimo Guastella.

La retrospettiva, intitolata “Bruno Calvani – La luce sull’antico”, è ideata e organizzata dalla Cooperativa Armida con il contributo del Comune di Mola di Bari, il sostegno della Regione Puglia – Puglia Culture e il patrocinio della Città Metropolitana di Bari e dei Poli Biblio-Museali. La curatela è affidata a Massimo Guastella, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università del Salento.

L’esposizione sarà ospitata negli spazi del Castello Angioino-Aragonese dall’1 marzo al 30 settembre 2026 e offrirà al pubblico l’occasione di riscoprire l’opera e la complessità di un artista che ha attraversato il Novecento con uno stile rigoroso e profondamente personale.

Il percorso espositivo si articolerà in sezioni cronologiche, dagli esordi giovanili agli anni della formazione, dalle esperienze parigine tra il 1928 e il 1942 al rientro in Italia durante la guerra, fino alla piena maturità artistica. In mostra saranno presentate circa trenta sculture, accanto a un significativo nucleo di dipinti, disegni e incisioni, provenienti da musei pubblici e collezioni private.

Le opere raccontano una ricerca costante che affonda le radici nell’antico, reinterpretato con una sensibilità moderna: figure essenziali, volumi compatti, un linguaggio formale sobrio e intenso, capace di evocare malinconia e forza espressiva allo stesso tempo. Accanto alla produzione plastica, il percorso valorizzerà anche l’attività pittorica e grafica dell’artista, meno nota ma altrettanto significativa.

«Questa mostra – ha sottolineato il sindaco Giuseppe Colonna – arricchisce in modo sostanziale l’offerta culturale della città e rappresenta un’operazione di valorizzazione identitaria, capace di raccontare Mola attraverso le sue eccellenze». Sulla stessa linea l’assessore Angelo Rotolo, che ha evidenziato il ruolo centrale della retrospettiva all’interno delle politiche culturali e turistiche cittadine.

Particolare rilievo assume la collaborazione istituzionale: la Pinacoteca Corrado Giaquinto contribuirà all’esposizione con il prestito di tre opere di grande valore, confermando il ruolo del dialogo tra musei come strumento fondamentale per la diffusione della conoscenza e la valorizzazione del patrimonio pubblico.

Secondo il curatore Massimo Guastella, la mostra non si limiterà a un recupero celebrativo: l’obiettivo è restituire a Calvani la giusta collocazione storica e critica, riordinando la sua produzione e avviando un percorso di studio destinato a proseguire nel tempo anche attraverso la pubblicazione di un catalogo scientifico.

Riscoprire oggi Bruno Calvani significa riconoscere il valore di un autore che, pur lontano dai clamori, ha saputo dialogare con il dibattito artistico internazionale del suo tempo, lasciando un’eredità di opere che continuano a sorprendere per rigore, sensibilità e attualità espressiva. Con questa retrospettiva, Mola di Bari restituisce alla storia dell’arte del Novecento uno dei suoi protagonisti più autentici.

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ViviBari
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