Una buona notizia per le mamme lavoratrici italiane è arrivata dal Consiglio dei Ministri del 20 giugno scorso con l’approvazione del decreto Omnibus. il Governo ha modificato e potenziato il bonus mamme, trasformandolo in un contributo economico diretto di 480 euro all’anno per una parte delle beneficiarie.

Si tratta di una misura pensata per sostenere il lavoro femminile e incentivare la genitorialità, soprattutto nei nuclei con due o più figli.

Da sconto contributivo a contributo economico

Il bonus mamme era stato introdotto nel 2024 sotto forma di esonero dai contributi previdenziali per le dipendenti con almeno due figli. Il DL Omnibus 2025 ne conferma l’impianto ma introduce un’importante novità: accanto alla decontribuzione, nasce anche una misura economica diretta, destinata soprattutto a lavoratrici autonome e professioniste o con contratto a termine.

In pratica, il bonus si sdoppia:

  • 480 euro netti all’anno per le categorie che non rientrano nella decontribuzione.
  • Esonero contributivo confermato per le lavoratrici dipendenti con contratto a tempo indeterminato e almeno tre figli.

A chi spetta il bonus mamme da 480 euro

Il bonus si articola in base al tipo di contratto e al numero di figli. Ecco la nuova mappa dei beneficiari:

  1. 480 euro in contributo diretto per:
    • Lavoratrici autonome, libere professioniste o a tempo determinato con almeno tre figli.
    • Lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, autonome o professioniste con almeno due figli, di cui il più piccolo abbia meno di 10 anni.
  2. Decontribuzione confermata per:
    • Dipendenti con contratto a tempo indeterminato e almeno tre figli, già beneficiarie del bonus 2024.

Come viene erogato il bonus

Il contributo di 480 euro:

  • non è mensile, ma viene accreditato in un’unica soluzione a dicembre 2025;
  • è esente da tassazione e non incide sull’ISEE.

Le modalità di erogazione variano a seconda del profilo professionale:

  • Per le dipendenti, il bonus sarà erogato in busta paga.
  • Per autonome e professioniste, occorrerà presentare domanda all’INPS. Per le iscritte a casse private, si attende la definizione di specifiche convenzioni.

Requisiti economici: reddito sotto i 40.000 euro

Per accedere al beneficio, è fondamentale non superare i 40.000 euro di reddito annuo:

  • per le dipendenti si considera la retribuzione imponibile;
  • per le autonome e le professioniste si guarda al reddito professionale dichiarato.

Chi supera questa soglia perde il diritto al contributo.


Nessun impatto su ISEE e altri bonus

Un vantaggio non da poco: il bonus mamme 480 euro non incide sull’ISEE. Questo significa che:

  • non compromette l’accesso ad altri aiuti economici;
  • non comporta ricalcoli della situazione economica familiare.

Attesa per la pubblicazione in Gazzetta

In attesa della pubblicazione ufficiale del DL Omnibus in Gazzetta Ufficiale, e dei relativi decreti attuativi, restano da chiarire alcuni dettagli tecnici:

  • come fare domanda per autonome e professioniste;
  • come gestire il versamento del bonus per le aziende;
  • i tempi precisi per l’erogazione.

Un sostegno concreto per le famiglie italiane

Il bonus mamme 480 euro rappresenta un passo avanti importante per rafforzare la presenza femminile nel mondo del lavoro e sostenere concretamente le madri, in particolare quelle con contratti meno stabili o in regime autonomo. Un aiuto pensato per riconoscere il doppio impegno di cura e lavoro e contribuire alla costruzione di un sistema di welfare più equo e moderno.


✅ Riepilogo:

  • Importo: 480 euro netti in un’unica soluzione.
  • Beneficiarie: madri lavoratrici con almeno 2 figli (con condizioni diverse).
  • Requisito di reddito: massimo 40.000 euro.
  • Erogazione: busta paga (dipendenti) o domanda all’INPS (autonome).
  • Esente da tasse e ISEE.
  • Decorrenza: entro dicembre 2025.

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ViviBari
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