Dieci anni senza Pino Daniele, voce graffiante, sound inconfondibile e cuore blues. Nel 2025 avrebbe compiuto settant’anni e la sua musica continua a risuonare come un linguaggio universale capace di attraversare generazioni, confini e generi. A rendergli omaggio è il concerto-racconto «Caro Pino ti scrivo», in programma giovedì 18 dicembre alle 20.30 al Teatro Forma di Bari, nell’ambito della rassegna «Soundscapes», ideata da Pietro Laera per l’associazione Aps Nel Gioco del Jazz, presieduta da Donato Romito.
Protagonisti della serata sono il popolare attore Ettore Bassi e la cantante Debora Iannotta, accompagnati da una band di grande spessore: Daniele Scannapieco al sax, Lino Pariota al pianoforte, Filippo de Salvo al basso e Saverio Petruzzellis alla batteria. Insieme guidano il pubblico in un viaggio emozionante tra musica e parole, costruito come un omaggio sentito al grande cantautore partenopeo che ha saputo intrecciare musica, cultura e sentimento come pochi altri nella storia della canzone italiana.
Lo spettacolo prende forma da un dialogo continuo tra narrazione e melodia. Ettore Bassi e Debora Iannotta ripercorrono l’universo poetico e sonoro di Pino Daniele introducendo ogni brano con racconti intensi e toccanti, ricchi di aneddoti sulle origini e sulle fonti di ispirazione delle sue canzoni. Da «Napule è» ai grandi successi che hanno segnato un’epoca, ogni momento diventa occasione per entrare nel laboratorio creativo di un artista capace di trasformare la sua città in metafora del mondo.
Con la delicatezza delle parole e la potenza della musica, «Caro Pino ti scrivo» offre uno sguardo al tempo stesso intimo e universale su Pino Daniele: una celebrazione non solo dell’artista, ma anche dell’uomo, del suo modo autentico di raccontare Napoli, le sue contraddizioni e la sua anima profonda. Il titolo, che strizza l’occhio alla canzone di un altro grande interprete della musica italiana, si rivela una vera e propria lettera d’amore in musica, un dialogo senza tempo con chi continua a vivere attraverso le sue canzoni.
Pino Daniele è stato un unicum nel panorama musicale italiano. Fin dagli esordi con «Terra mia» (1977) e «Pino Daniele» (1979), ha dato vita a un linguaggio innovativo, fondendo la tradizione napoletana con il blues, il jazz, il soul e il rock. Il grande successo arriva con «Nero a metà» (1980), disco simbolo che mescola la Napoli più viscerale con sonorità afroamericane in una cifra stilistica personalissima, consolidata poi con album come «Vai mo’» (1981) e «Bella ’mbriana» (1982).
Le collaborazioni con giganti del jazz come Alphonso Johnson e Wayne Shorter, i successivi «Musicante» (1984) e «Ferryboat» (1985), e il doppio live «Sciò», in parte registrato proprio al Teatro Petruzzelli di Bari, raccontano l’ascesa di un artista ormai riconosciuto a livello internazionale. A questi si aggiungono le colonne sonore per i film di Massimo Troisi, le collaborazioni con i big della canzone italiana – da Eros Ramazzotti a Giorgia, da Francesco De Gregori a Fiorella Mannoia – e i sodalizi con leggende come Chick Corea, Pat Metheny ed Eric Clapton.
La sua scomparsa improvvisa, il 4 gennaio 2015, ha lasciato un vuoto profondo non solo nella musica italiana, ma in quella internazionale. Spettacoli come «Caro Pino ti scrivo» dimostrano però che la sua eredità è viva: nelle note, nelle parole, nelle emozioni che continuano a parlare ai cuori di tutti. Un tributo che è memoria, gratitudine e amore, nel segno di un artista che ha insegnato a raccontare il mondo partendo da Napoli.

