Il Bari torna alla vittoria ma non alla serenità. Al San Nicola, davanti a poco meno di 10.000 spettatori, la squadra di Fabio Caserta ha battuto per 1-0 il Mantova, ultimo in classifica, grazie a un gol di Gabriele Moncini al quinto minuto del secondo tempo. Un successo che vale tre punti, ma che non cancella la crisi né le profonde fratture tra la piazza e la società.
La partita, infatti, è stata tutt’altro che entusiasmante: il Bari ha sofferto per larghi tratti, lasciando agli ospiti il pallino del gioco. Il Mantova ha mantenuto un possesso palla superiore al 70%, costringendo i biancorossi a una gara difensiva, fatta di attesa e ripartenze, con il solo Moncini a cercare profondità.
Il gol vittoria, arrivato da una delle poche azioni ben costruite, non ha placato i malumori del pubblico. Alla fine del match, dagli spalti si sono levati fischi sonori, accompagnati da cori di contestazione e da alcuni striscioni in Curva Nord: “Vendi e vattene”, indirizzato al presidente Luigi De Laurentiis, e altri che denunciano anche le responsabilità della politica locale, accusata di aver abbandonato il club dopo averne favorito l’assegnazione alla famiglia De Laurentiis nel 2018.
Il tema è sempre lo stesso: la multiproprietà con il Napoli, che di fatto impedisce al Bari di ambire alla Serie A. Finché la proprietà non cambierà, il club resterà prigioniero di un limbo sportivo e gestionale. Intanto, il mercato estivo ha lasciato una squadra incompleta, con un’identità ancora da costruire e una tifoseria sempre più sfiduciata.
Il tecnico Caserta, nonostante il successo, resta sulla graticola. Resta fiducioso sulla sua posizione ma la prestazione opaca e la difficoltà nel proporre gioco lasciano più dubbi che certezze. Il Bari guadagna tre punti che lo tirano momentaneamente fuori dalla zona calda ma l’impressione è che la vittoria di oggi sia solo un palliativo.
La città e i tifosi, stanchi di promesse e mezze stagioni, chiedono un futuro chiaro. Senza di quello, anche le vittorie rischiano di suonare come sconfitte.

