Una satira lucida e sorprendentemente attuale sul mondo della cultura e delle sue contraddizioni. Dall’8 al 24 gennaio, all’Auditorium Vallisa di Bari, la Compagnia Diaghilev propone Letteratura, pièce in un atto di Arthur Schnitzler, nell’ambito della stagione “Teatro Studio 2026”, sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Puglia e dal Comune di Bari.
Poco conosciuto sulle scene italiane, Letteratura è un testo scritto nel dicembre del 1900 che affonda le radici nella Vienna di fine secolo e si presenta come una feroce critica al dilettantismo artistico, alla superficialità e all’opportunismo che, secondo Schnitzler, minavano il mondo letterario del suo tempo. Temi che, a oltre un secolo di distanza, conservano una sorprendente attualità.
La regia è affidata a Paolo Panaro, impegnato anche in scena accanto a Marianna de Pinto e Francesco Lamacchia. Le luci sono firmate da Nicola Santamato, i costumi da Angela Gassi. Gli orari delle repliche prevedono spettacoli martedì e mercoledì alle 20, giovedì e domenica alle 19, venerdì e sabato alle 21.
Al centro della vicenda c’è Margarete, donna borghese, ricca ed eccentrica, animata da ambizioni letterarie non sempre sostenute da un reale talento. Attorno a lei ruotano il barone Klarens, affascinante e sportivo, e Gilbert, scrittore inquieto, egocentrico e in difficoltà economiche. Attraverso questi personaggi, Schnitzler mette a nudo le illusioni dell’arte improvvisata e il conflitto tra vocazione autentica e comodità sociale.
Ambientata in una società in cui il successo conta più della qualità, Letteratura riflette la visione rigorosa dell’autore austriaco, convinto che l’arte richieda studio, responsabilità e consapevolezza etica. Un pensiero maturato nella Vienna attraversata dalle grandi trasformazioni culturali e psicologiche dell’epoca, che videro Schnitzler dialogare idealmente anche con le nascenti teorie psicoanalitiche di Sigmund Freud.
La messinscena della Compagnia Diaghilev restituisce al pubblico un testo pungente e ironico, capace di interrogare ancora oggi il rapporto tra talento, ambizione e autenticità, e di offrire uno sguardo critico su un mondo artistico che continua a confrontarsi con le stesse fragilità.

