Parte all’Università degli Studi di Bari il ciclo di peer seminar “Jane Austen nel tempo”, primo appuntamento del progetto di public engagement Storie che cambiano, coordinato dalla prof.ssa Franca Dellarosa.

L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica di Università degli Studi di Bari Aldo Moro, culminerà il 14 e 15 maggio 2026 con il festival dedicato ad “Austen scrittrice sovversiva”.


Il progetto: i classici tra tradizione e contemporaneità

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“Storie che cambiano” nasce per interrogare la trasmissione dei classici nel tempo, mettendo in dialogo:

  • testo e media
  • ricerca accademica e società civile
  • tradizione e innovazione

Protagonista di questa prima edizione è Jane Austen, riletta oltre gli stereotipi romantici per restituirne la complessità culturale, politica e letteraria.

Il progetto ha una forte dimensione transmediale: oltre ai seminari sono previsti podcast, gruppi di lettura, una mostra bibliografica e una campagna social dedicata alla Generazione Z.

Il programma dei peer seminar

20 febbraio – I classici nel tempo. Da Shakespeare a Austen passando per l’IA

(ore 15.00 – Palazzo di Lingue)

Un confronto su cosa significhi oggi parlare di “classico”.
Dal dialogo con William Shakespeare fino alle applicazioni dell’intelligenza artificiale, si analizzeranno:

  • processi di “rimediazione” (dal libro al cinema, alla serialità e al web)
  • pratiche di riscrittura tramite IA
  • implicazioni etiche e filologiche della ridefinizione dell’autorialità

26 febbraio – Regency England: frivolezza e impegno nel mondo di Austen

(ore 15.40 – Aula 8, Palazzo di Lingue)

Focus sul contesto storico dell’Inghilterra della Reggenza.
Tra i temi:

  • moda come linguaggio sociale nei romanzi
  • rilettura di Mansfield Park alla luce del dibattito abolizionista
  • implicazioni imperiali e coloniali nell’opera austeniana

5 marzo – Intertextualities: Kipling, Woolf e Austen

(ore 14.00 – Aula 11)

Il dialogo con la modernità letteraria:

  • The Janeites di Rudyard Kipling
  • la rilettura critica di Austen da parte di Virginia Woolf

Un percorso che mostra come Austen sia diventata riferimento identitario, consolatorio e critico nel Novecento.


Verso il Festival di maggio

Il progetto prevede inoltre:

  • Podcast in 6 puntate, uno per ciascun romanzo di Austen
  • Gruppi di lettura su opere e riscritture contemporanee
  • Mostra bibliografica tematica
  • Campagna social “Austen POP – From Jane A to Gen Z”

Un classico come laboratorio del presente

“Storie che cambiano” propone un’immagine di Austen lontana dall’icona puramente sentimentale: una scrittrice capace di interrogare strutture sociali, rapporti di potere, dinamiche economiche e trasformazioni dei media.

Un classico non come reliquia del passato, ma come organismo vivo, capace di parlare al presente e alle nuove generazioni.

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