Sarà il Teatro Kursaal Santalucia, uno dei luoghi simbolo della vita culturale cittadina, ad accogliere anche quest’anno la Cerimonia Toga d’Oro – Tempo e Passione per la Giustizia, l’appuntamento con cui l’Ordine degli Avvocati di Bari rende omaggio ai propri decani. L’iniziativa si terrà venerdì 23 gennaio 2026, a partire dalle 15.30, e rappresenta un momento solenne ma anche identitario per l’avvocatura barese.
La cerimonia è dedicata a chi ha attraversato la storia della giustizia con continuità e dedizione: avvocate e avvocati che raggiungono i 40, 50 e persino 60 anni di iscrizione all’albo, testimoni di stagioni profondamente diverse del diritto e della professione forense. Un riconoscimento che va oltre il dato temporale e che valorizza l’impegno quotidiano, spesso silenzioso, speso nelle aule giudiziarie e al servizio dei cittadini.
Tra memoria e futuro della professione
Accanto allo sguardo lungo sul passato, la Cerimonia Toga d’Oro mantiene anche una chiara proiezione verso il futuro. Non a caso, nel corso dell’evento sarà conferita la Toga d’Onore agli abilitati che hanno conseguito il punteggio più alto all’esame di Stato, a sottolineare il passaggio di testimone tra generazioni e l’importanza del merito nella costruzione della nuova avvocatura.
Ad aprire i lavori sarà l’avvocato Salvatore D’Aluiso, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari. Seguiranno i saluti istituzionali del dottor Francesco Cassano, presidente della Corte d’Appello di Bari, e dell’avvocata Katia Di Cagno, presidente del Comitato Pari Opportunità del COA di Bari.
Le riforme e la giustizia che verrà
La cerimonia sarà arricchita dagli interventi istituzionali del senatore Francesco Paolo Sisto, avvocato e viceministro della Giustizia, e dell’avvocato Fabio Pinelli, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, che terrà una relazione dal titolo “Le riforme e la giustizia del futuro”. Un contributo che lega idealmente l’esperienza dei decani alle sfide che attendono la giurisdizione nei prossimi anni.
La Cerimonia Toga d’Oro si conferma così non solo come un rito di riconoscimento ma come un momento di riflessione collettiva sull’identità dell’avvocatura, sul valore del tempo speso nella professione e sulla responsabilità di costruire una giustizia capace di tenere insieme memoria, competenza e innovazione.

