Si è tenuto ieri, 27 settembre, a Bari un convegno molto partecipato, organizzato da Inarsind, sindacato di architetti e ingegneri liberi professionisti, sulla legge dell’equo compenso e sulla sua effettiva applicazione. All’incontro ha portato un saluto da remoto anche il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, che ha parlato di svolta nella relazione tra stazioni appaltanti pubbliche, mondo delle imprese e liberi professionisti grazie a questa norma.
Nel corso del dibattito è intervenuto il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Bari, il prof. Umberto Fratino: “Sul tema dell’equo compenso va fatta una riflessione attenta perché il recepimento della norma è stato a macchia di leopardo. Credo che queste occasioni siano quelle fondamentali per riuscire a raggiungere questo obiettivo. Esiste chiaramente una posizione discordante tra quello che viene normalmente assunto dagli ordini e dalla rappresentanza della libera professione, che chiedono l’applicazione integrale della norma, e quello che invece spesso viene applicato dalle pubbliche amministrazioni. Conclude Fratino: “Ciò accade anche sulla scorta delle spinte che avvengono dagli operatori del settore, ha delle conseguenze oggettive perché mette in difficoltà sia la classe tecnica, che non sa in che modo operare, sia la classe amministrativa, e quindi dei funzionari, che in qualche maniera deve applicare la norma”.
Nel suo intervento, il presidente nazionale di Inarsind, ingegnere Carmelo Russo, ha sottolineato: “Auspichiamo che l’applicazione della legge possa essere la più ampia possibile, per un tema che ha una rilevanza nazionale ma poi ha delle ricadute locali, in tutte le attività che vengono svolte da dagli ingegneri e degli architetti liberi professionisti. Il rispetto della legge sull’equo compenso è fondamentale, soprattutto a difesa della qualità dei progetti, a difesa quindi di una qualità che ha delle ricadute di interesse pubblico assolutamente preminenti, come tra l’altro ha ben evidenziato già nel recente passato la sentenza del del Tar Veneto che, proprio in nome dell’interesse pubblico, ha sancito l’applicabilità della legge sull’equo compenso per quanto riguarda gli affidamenti relativi al Codice degli appalti”.
Infine, l’ingegnere Francesco Misceo, presidente di Inarsind Puglia, ha portato il dibattito su scala pugliese: “L’equo compenso è un argomento quanto mai trattato e discusso. Oggi è molto discusso perché la sua applicazione è incerta e spesso viene disattesa. Viene disattesa in Puglia come viene disattesa in Italia da parte delle stazioni appaltanti. Come Ordine e come sindacato possiamo dare delle linee guida alla Regione Puglia affinché si faccia chiarezza sull’argomento in maniera tale da poter togliere questo clima di incertezza che lede e crea danni agli ingegneri e agli architetti liberi professionisti”.
