Con «Crisalidi: Giunone allo specchio», la Compagnia Diaghilev torna a dare spazio al teatro emergente e a una scrittura scenica che affonda le radici nella classicità per restituirla in chiave contemporanea. Lo spettacolo, in programma dall’1 al 4 dicembre nell’auditorium Vallisa di Bari per la stagione Teatro Studio 2025-26, sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Puglia e Comune di Bari, segna l’incontro di tre giovani talenti formatisi all’Accademia Silvio D’Amico: il drammaturgo Davide Novello, la regista Silvia Micunco e l’attrice Ilaria Martinelli, reduce dal successo di «Capitolo due» di Neil Simon diretto da Massimiliano Civica e in corsa per gli Ubu 2025 come miglior spettacolo. Le repliche si terranno alle 20 nei giorni 1, 2 e 3 dicembre, mentre domenica 4 l’orario sarà anticipato alle 19.
Giunone e le sue vittime: un viaggio nelle metamorfosi del corpo e del potere
Liberamente ispirato alle «Metamorfosi» di Ovidio, il testo di Novello, accompagnato dalle musiche di Stefano Crialesi, esplora la figura di Giunone, potente e spietata regina degli Dei, attraverso le storie di tre donne amate da Giove e travolte dalla sua gelosia: Callisto, Io e Semele. Donne intrappolate nei propri corpi, mutati o distrutti, vittime di una violenza che nasce dall’impeto divino ma parla con forza al presente.
Sul palco, Ilaria Martinelli dà voce e corpo a tutte le protagoniste, alternandosi tra l’ira crudele di Giunone e l’umanità ferita delle sue vittime. Nel raccontare gli eventi, intreccia mito e passione, trasformando il dolore in un rito corale di redenzione.
«Rileggere Le Metamorfosi – spiega Novello – è stato un pretesto per ascoltare le voci dei personaggi femminili: voci poetiche e potenti, che portano addosso duemila anni di ferite, desideri, trasformazioni».
Lo spettacolo è inoltre la prima tappa del progetto più ampio «Crisalidi», dedicato alla figura di Ovidio e alle sue donne, che qui si apre proprio con la crudele sovrana dell’Olimpo e le vittime del suo furore.
Il femminile tra mito e presente: la visione registica di Silvia Micunco
In questa rilettura, si affacciano anche altre presenze del poema, da Diana, che scopre Callisto incinta di Giove, a Leucotea, punita per aver allevato Dioniso, fino a Io, trasformata in giovenca per essere sottratta allo sguardo della Dea. Tutte testimoni di una furia che parla tanto del mito quanto delle dinamiche di potere contemporanee.
«Viviamo un’epoca – sottolinea la regista Silvia Micunco – in cui cresce l’attenzione verso la rappresentanza femminile in contesti di potere. Ma essere investite di un ruolo significa anche vigilare sulla narrazione che si contribuisce a creare. La corona di Giunone pesa, e a volte indossarla non basta, può persino essere pericoloso».
Da questa consapevolezza nasce una messa in scena che vuole immergersi nel mito per liberarsene, con una sola attrice chiamata a incarnare quattro figure femminili insieme vittime e carnefici, tra bellezza, gelosia e crudeltà.
«La nostra scelta – conclude la regista – è stata quella dell’ascolto e del sostegno reciproco. È forse una delle vie possibili per trasformare la metamorfosi in un atto di sopravvivenza e, finalmente, di riscatto».
In «Crisalidi: Giunone allo specchio», mito e presente si fondono in un racconto che interroga il potere, il corpo e la voce delle donne, mostrando come, anche dopo duemila anni, le metamorfosi possano ancora parlare del nostro tempo.

