Il 2025 del Bari calcio si chiude con un bilancio che non lascia spazio a interpretazioni. I numeri raccontano una stagione anonima, segnata da fragilità strutturali e da un lento scivolamento verso il basso della classifica, fino a rendere concreto il timore di un ridimensionamento sportivo.
In 37 partite ufficiali, il Bari ha ottenuto solo 7 vittorie, a fronte di 17 pareggi e 13 sconfitte. Ancora più eloquente il dato sui gol: 34 reti segnate e 51 subite. Una differenza negativa che fotografa una squadra incapace di imporsi, poco incisiva in attacco e troppo vulnerabile in difesa.
Numeri che spiegano un anno senza identità, senza continuità tecnica, senza una reale crescita. Un Bari che raramente ha dato l’impressione di essere padrone del proprio destino, più spesso impegnato a sopravvivere che a costruire.
Stadio vuoto e distacco della tifoseria
Il riflesso più evidente di questa crisi è il San Nicola, sempre più vuoto. Il pubblico ha continuato a sostenere la squadra per senso di appartenenza, ma l’entusiasmo si è progressivamente consumato. Troppe partite senza mordente, troppi pareggi senza anima, troppe sconfitte maturate senza reazione.
Il Bari del 2025 è stato una squadra che ha galleggiato e quando si galleggia troppo a lungo, prima o poi si affonda.
Il nodo societario e il futuro
Arrivati a questo punto, il tema centrale non è più tattico né legato al singolo allenatore ma strutturale. L’attuale proprietà è bloccata da una normativa che non consente di avere due squadre della stessa proprietà nella stessa categoria. Con il Napoli ormai stabilmente ai vertici del calcio italiano, è evidente che il Bari non potrà mai essere una priorità.
Per questo cresce l’auspicio – ormai condiviso dalla totalità della tifoseria – che il club trovi un nuovo acquirente, capace di valorizzare la piazza e di costruire un vero progetto sportivo.
A questo punto, non conta neppure la categoria di partenza. Anche una Serie C, se accompagnata da ambizione, programmazione e investimenti, sarebbe preferibile a un presente senza prospettiva.
Chi può, faccia
Il 2025 ha emesso il suo verdetto, ora la palla passa fuori dal campo. Serve coraggio, serve una scelta netta. Chi può, faccia, a cominciare dalla politica che superato il momento elettorale non ne parla neanche più, e restituisca a Bari un calcio degno della sua storia e della passione della sua gente.

