Bari chiude il 2025 senza la svolta attesa, al San Nicola l’ultima giornata dell’anno solare di Serie B termina 1-1 contro l’Avellino, lasciando in eredità più preoccupazioni che certezze a una squadra ancora in piena difficoltà.
Bari-Avellino 1-1: un pareggio che non basta
Contro i lupi dell’Irpinia, il Bari ha mostrato qualche segnale di reazione sul piano dell’atteggiamento. Più aggressività, maggiore intensità nei contrasti e un avvio di gara finalmente convincente, elementi che avevano fatto sperare in un cambio di passo. Ma, ancora una volta, non è arrivata la prima vittoria della seconda era Vincenzo Vivarini.
Il Bari era riuscito a sbloccare il risultato grazie al gol di Dickmann, una rete che sembrava poter aprire finalmente la strada verso un successo tanto atteso. Un vantaggio maturato in un San Nicola quasi vuoto, popolato soprattutto da abbonati e tifosi ospiti, fotografia fedele del momento di distacco e disillusione che accompagna la squadra.
Il pareggio di Biasci dell’Avellino, tap-in vincente dopo il tiro di Russo e la papera di Cerofolini, ha però spento l’entusiasmo dei pochi presenti. Una disattenzione difensiva e l’1-1 che ha gelato lo stadio, riportando a galla tutte le fragilità di una squadra che fatica a gestire i momenti chiave delle partite.
Sei partite senza vittorie, Bari in zona playout
Il bilancio dell’ultimo ciclo è impietoso: 4 punti in sei gare sotto la gestione Vivarini e classifica che vede il Bari stabilmente in zona playout. Numeri che spiegano più di ogni analisi la difficoltà del momento. Anche nel finale contro l’Avellino, dopo il pari subito, il Bari ha provato l’arrembaggio, ma con più confusione che lucidità, rischiando addirittura di perdere la partita nel forcing conclusivo degli ospiti.
A fine gara, Vivarini è stato chiaro: «Per non rischiare grosso serve gente fresca e motivata». Un messaggio diretto che sposta inevitabilmente il focus sul mercato di gennaio, visto ormai come l’unica vera occasione per cambiare rotta.
Il nodo società e il futuro immediato
Ora la palla passa alla società. Dopo aver fatto sapere dell’esistenza di due potenziali acquirenti interessati al club, resta da capire quali saranno le scelte operative nel breve periodo. Al di là degli scenari societari, il Bari ha una priorità immediata: mantenere la categoria.
Il tempo delle attese è finito. Il 2026 si aprirà con una squadra chiamata a una vera rifondazione tecnica, perché senza interventi decisi e mirati il rischio di una stagione sempre più complicata è tutt’altro che remoto.

