Battere l’ictus sul tempo, guadagnando minuti preziosi e garantendo a ogni paziente il trattamento più rapido e appropriato. È questo l’obiettivo del nuovo protocollo unico per la gestione dell’ictus cerebrale, approvato dalla Direzione Generale della ASL Bari e destinato a uniformare gli interventi del sistema di emergenza-urgenza in tutta l’Area Metropolitana.

La “Procedura interaziendale per la gestione preospedaliera del paziente con sospetto ictus cerebrale” rappresenta un passo avanti decisivo verso una rete neurovascolare integrata, capace di coordinare in modo efficace il lavoro della Centrale Operativa 118 e delle Stroke Unit degli ospedali “Di Venere” di Bari, “Perinei” di Altamura e “San Giacomo” di Monopoli.

«Con questa iniziativa – sottolinea il direttore generale Luigi Fruscio – la ASL Bari rafforza la rete integrata dell’emergenza neurovascolare, promuovendo un modello di collaborazione interaziendale che mette al centro il tempo e la sicurezza del paziente. Anche una migliore organizzazione, quando il fattore-tempo è così prezioso, può avere un impatto rilevante sulla qualità dell’assistenza e sugli esiti clinici».


Una rete integrata per salvare cervello e tempo

La procedura, elaborata da un gruppo di lavoro multidisciplinare del Dipartimento Sicurezza e Qualità, e validata dai Direttori delle Unità Operative di Neurologia e dei Dipartimenti di Emergenza Urgenza, introduce un linguaggio e un metodo operativo comuni per tutti gli operatori coinvolti.

Il principio guida è quello del “tempo è cervello”: il 118 deve identificare subito i casi sospetti, attivare la prenotifica alla Stroke Unit di riferimento per predisporre la sala rossa e la diagnostica radiologica, e utilizzare una Check List 118 Ictus per trasmettere al neurologo tutte le informazioni cliniche essenziali.

Inoltre, ogni paziente con sospetto ictus avrà un percorso di accesso diretto alla sala rossa del pronto soccorso, senza passare dal triage ordinario. Il protocollo prevede anche un sistema di monitoraggio continuo dei tempi e degli esiti, con audit trimestrali e attività formative dedicate a medici e infermieri di 118, neurologia, emergenza-urgenza e radiologia.


I numeri dell’emergenza ictus nella ASL Bari

Tra il 2024 e i primi sei mesi del 2025, le Stroke Unit della ASL Bari hanno registrato oltre 900 ricoveri per ictus e circa 120 trattamenti di trombolisi endovenosa, mentre la Centrale 118 Bari-Bt ha ricevuto 1.725 segnalazioni di sospetto ictus.

Nel solo 2024, i tre centri di riferimento – “Di Venere”, Altamura e Monopoli – hanno totalizzato 635 ricoveri, con 88 trombolisi effettuate. Nei primi sei mesi del 2025 si contano già quasi 300 ricoveri e 36 trattamenti di rivascolarizzazione.

L’ospedale “Di Venere” si conferma centro d’eccellenza e “Centro Diamante” certificato dalla European Stroke Organisation (ESO), grazie alla capacità di trattare il 75% degli ictus entro 60 minuti dall’arrivo in pronto soccorso e il 50% entro 45 minuti.


L’importanza del fattore-tempo

L’ictus è una patologia tempo-dipendente: circa l’80% dei casi è di natura ischemica, provocata da un’occlusione arteriosa che determina un infarto cerebrale. Per questo motivo, ogni paziente è potenzialmente candidabile alla terapia trombolitica, che deve essere avviata il prima possibile.

Le finestre terapeutiche sono strette: 4-5 ore per la trombolisi endovenosa e 6 ore per il trattamento endovascolare. Dove disponibili tecniche di diagnostica avanzata della perfusione cerebrale, il limite può estendersi fino a 9 ore per la trombolisi e 24 ore per i trattamenti endovascolari.

In questo contesto, la nuova procedura della ASL Bari promette di essere un’arma in più contro uno dei maggiori killer neurologici, capace di trasformare la rapidità in vita e recupero.

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ViviBari
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