Ogni gravidanza è unica, e alcune richiedono percorsi assistenziali particolarmente attenti e delicati. Per questo la ASL Bari rafforza le proprie strutture e i percorsi dedicati alle gravidanze complesse e al parto in anonimato, integrando formazione del personale, tutela della riservatezza e spazi dedicati per le pazienti.

Domani, 27 febbraio 2026, dalle 8.30 alle 14.00, presso il Polo didattico formativo dell’Ospedale Di Venere, si terrà il secondo appuntamento dell’iniziativa “Partorire in anonimato, una scelta possibile”, promossa dal Dipartimento di gravidanza a rischio e rischio riproduttivo, diretto dal dottor Paolo Volpe. L’incontro segue quello dello scorso 2 dicembre all’Ospedale San Paolo e punta a uniformare le procedure in tutti i punti nascita della ASL, garantendo ambienti riservati e cure adeguate fin dai primi istanti di vita dei neonati.

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Saluti istituzionali e interventi multidisciplinari

Ad aprire i lavori saranno i saluti di:

  • Luigi Fruscio, direttore generale ASL Bari
  • Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del Consiglio Regione Puglia
  • Ludovico Abbaticchio, Garante dei Minori della Regione Puglia
  • Nicola Laforgia, direttore del Dipartimento Pediatrico del Policlinico di Bari e del Giovanni XXIII
  • Rosella Squicciarini, direttrice sanitaria ASL Bari
  • Maurizio Marra, direttore medico del presidio Di Venere

La formazione prevede interventi multidisciplinari su vari aspetti:

  • Paolo Volpe introdurrà il modello assistenziale multidisciplinare per parto in anonimato e gravidanze complesse
  • Enza Abbinante illustrerà le Linee guida aziendali e il quadro normativo
  • Alessia Marconcini, psicologa clinica, approfondirà gli aspetti psicologici legati alla scelta di partorire in anonimato
  • Mario Vicino, responsabile UOC Ostetricia e Ginecologia, parlerà del percorso clinico-assistenziale
  • Elisabetta Colazzo, ostetrica, evidenzierà il ruolo dell’ospedale come luogo sicuro e protetto
  • Valentina D’Amato, assistente sociale, approfondirà il valore del colloquio sociale e della presa in carico integrata
  • Michele Quercia, neonatologo, illustrerà l’accoglienza del neonato e la continuità assistenziale
  • Alina Murgolo, anestesista, parlerà delle tecniche per la gestione del dolore

Stanze di Accoglienza Protetta

Parallelamente alla formazione, l’Ospedale Di Venere ha attivato quattro nuove stanze di Accoglienza protetta, fisicamente separate dalle aree di degenza tradizionali. Questi spazi sono riservati a donne che:

  • Affrontano interruzioni di gravidanza oltre i 90 giorni per gravi patologie fetali
  • Subiscono lutti perinatali
  • Sottoposte a interventi di chirurgia fetale
  • Scegliono di partorire in anonimato

Ogni stanza dispone di due letti, uno per la paziente e uno per un eventuale accompagnatore, in ambienti silenziosi e riservati, garantendo rispetto, protezione e privacy.


Un modello di assistenza integrata

Secondo il direttore generale Luigi Fruscio, il progetto consolida la collaborazione tra Ostetricia e Ginecologia, Medicina Fetale, Neonatologia e Pianificazione Familiare, rafforzando un modello integrato di presa in carico.

Come sottolinea Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del Consiglio Regionale, “Partorire in anonimato è una possibilità legale e sicura, che tutela la salute della donna e garantisce al neonato un percorso immediato di affidamento. Nessuna donna deve sentirsi senza alternative e ogni bambino deve avere una possibilità concreta.”

Il progetto rappresenta un modello ancora poco diffuso in Italia, ma segna un passo importante verso una sanità più attenta alle persone, alle loro scelte e alle loro storie.

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