Il futuro di Amgas Srl entra in una nuova fase. Il Consiglio comunale di Bari ha discusso e deliberato il nuovo assetto societario di Retegas Bari e della stessa Amgas, avviando un percorso di riorganizzazione necessario per ottemperare alle normative vigenti in materia di unbundling, la separazione obbligatoria tra le attività di distribuzione e quelle di vendita del gas.

Una scelta non più rinviabile, dettata dalle prescrizioni dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) e dalla necessità di superare criticità strutturali che da tempo accompagnano la gestione del sistema gas cittadino.

Scissione e nuova holding: cosa cambia

Il piano approvato prevede una scissione societaria che porterà alla nascita di due entità distinte, entrambe partecipate al 100% dal Comune di Bari:

  • una società dedicata esclusivamente alla distribuzione del gas, in linea con le regole sull’unbundling;
  • una holding pubblica che deterrà il 100% delle quote di Amgas Srl, separandone in modo netto il perimetro operativo da quello della distribuzione.

Un assetto pensato per garantire maggiore chiarezza gestionale, trasparenza contabile e piena conformità alle norme di settore, evitando sovrapposizioni tra funzioni che la legge oggi non consente più.

Perché l’operazione è necessaria

La riorganizzazione risponde a una duplice esigenza. Da un lato, adeguarsi alle normative nazionali ed europee, che impongono una netta separazione tra chi gestisce le reti e chi opera sul mercato della vendita. Dall’altro, razionalizzare la gestione di due realtà che, nell’attuale configurazione, presentavano elementi di criticità sia dal punto di vista operativo che regolatorio.

Il nuovo assetto consente al Comune di mantenere il controllo pubblico nella fase di transizione, creando al tempo stesso le condizioni per scelte future più chiare e sostenibili.

Amgas, una fase ponte in attesa del mercato

Il riassetto approvato dal Consiglio comunale rappresenta anche una fase ponte. Amgas, attraverso la nuova holding interamente comunale, resterà sotto controllo pubblico in attesa di essere collocata sul mercato, come previsto dalle leggi in vigore sulle partecipate degli enti locali.

Una prospettiva che non implica automaticamente tempi brevi ma che richiede prima un perimetro societario definito, trasparente e conforme alle regole. Solo così sarà possibile valutare, in futuro, operazioni di valorizzazione o dismissione nel rispetto dell’interesse pubblico.

Il percorso decisionale

Il piano di riorganizzazione è il risultato di un percorso articolato, che ha incluso una consultazione pubblica preliminare e un passaggio in Consiglio comunale per la discussione politica e l’approvazione dell’indirizzo strategico. L’atto deliberato costituisce ora la base per i successivi passaggi amministrativi e societari necessari a rendere operativo il nuovo assetto.

Una scelta tecnica ma con ricadute politiche

Pur trattandosi di una decisione fortemente tecnica, la riorganizzazione di Retegas Bari e Amgas Srl ha un evidente rilievo politico e strategico. In gioco c’è il futuro di un’azienda storica, il rispetto delle regole di mercato e la capacità del Comune di Bari di governare con lucidità una transizione complessa, evitando sanzioni e contenziosi e preparando il terreno a scelte industriali coerenti.

Non solo, è evidente che questa decisione riguarderà anche il futuro di coloro che lavorano in Amgas. Al netto delle norme che regolano i passaggi aziendali, anche nell’ambito della forza lavoro, resterà da capire quanto sarà appetibile l’azienda anche da questo punto di vista. Il timore è che un potenziale acquirente sia interessato più al database dei clienti che alle competenze acquisite da una struttura che conta più di 50 dipendenti.

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