Un futuro non troppo lontano, un pacco inatteso lasciato sulla soglia di casa e una presenza capace di cambiare il corso di una vita. È questo il punto di partenza di “Algoritmo: Lui e l’AI”, lo spettacolo in scena sabato 20 dicembre alle ore 20.30 al Teatro Traetta di Bitonto, nell’ambito della Stagione teatrale del Comune di Bitonto realizzata in collaborazione con Puglia Culture.

La produzione, firmata Smilemaker Production e Accademia Perduta, è ideata e interpretata da Raffaello Tullo e Martina Salvatore. Il testo, scritto da Tullo insieme ad Andrea Delfino, si avvale della collaborazione alla regia di Paola Ornati e della regia di Marco Rampoldi.

Al centro della narrazione c’è l’incontro tra un uomo solo e disorientato e Martie, un robot umanoide dalle sembianze sorprendentemente umane. Programmata per apprendere rapidamente e adattare il proprio comportamento agli stimoli esterni attraverso un algoritmo, Martie si presenta inizialmente come un’assistente perfetta. Ma ben presto si rivela qualcosa di più: una presenza capace di colmare vuoti, stimolare domande e riaccendere desideri messi da parte.

Da semplice supporto tecnologico, Martie diventa compagna di viaggio, interlocutrice e possibilità. È lei, infatti, a riaprire simbolicamente il cassetto dei sogni rimandati, dimostrando come anche un’intelligenza artificiale possa innescare un percorso profondamente umano.

Tra comicità e incanto, “Algoritmo: Lui e l’AI” costruisce un racconto scenico che intreccia musica, poesia, magia e ritmo. Il sorriso non è mai evasione, ma uno strumento critico attraverso cui lo spettacolo invita a riflettere sui rischi e sui benefici della tecnologia, affrontando temi di grande attualità: il rapporto tra progresso e identità, la solitudine nell’era digitale, il confine sempre più sottile tra umano e artificiale.

A fare da filo conduttore è la musica, intesa come forza capace di umanizzare, di rimettere in moto emozioni sopite e di restituire senso e relazione anche in un mondo governato dagli algoritmi. Uno spettacolo che diverte, sorprende e lascia spazio alla riflessione, confermando il teatro come luogo privilegiato per interrogare il presente.

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ViviBari
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