Arte, rito e partecipazione collettiva si intrecciano nel Carnevale di Putignano, che nella sua 632ª edizione, dedicata al tema del paradosso, affianca alla tradizione una ricca proposta culturale. All’interno del programma di 126 eventi, un ruolo centrale è affidato all’arte della cartapesta, intesa non solo come tecnica storica, ma come linguaggio contemporaneo capace di generare inclusione, riflessione e trasformazione sociale.
“Dancing in the Streets”, il Palco Grande come rito contemporaneo
Cuore pulsante di questa visione è l’installazione “Dancing in the Streets”, firmata dal collettivo Officine Chiodo Fisso per il Palco Grande in Piazza Principe di Piemonte. Progettata su tre livelli e ispirata alle riflessioni di Barbara Ehrenreich sulla gioia condivisa, l’opera interpreta il Carnevale come impulso primordiale e universale, capace di superare confini geografici e culturali.
La scenografia, realizzata in dialogo con l’artista multimediale Cristian Rizzuti, reagisce in tempo reale a suoni e movimenti, trasformando il palco in un organismo vivo. Sotto la direzione grafica di Michele Santella e Gianvito Turi, lo spazio scenico diventa un’esperienza immersiva che racconta l’ascesa dalla dimensione terrena a una soglia quasi mistica, dove musica e performance si fondono in un’unica pulsazione collettiva. Maschere, forme archetipiche, luce e fuoco evocano trasformazione, catarsi e rinascita, restituendo il senso più profondo del Carnevale come sospensione dell’ordine e liberazione condivisa.
Piazza Plebiscito e le “S-culture sospese” di Domenico Galluzzi
Nel borgo antico, Piazza Plebiscito si trasforma grazie all’intervento dell’artista Domenico Galluzzi, che firma una serie di “S-culture sospese”: figure tridimensionali in cartapesta che abitano l’aria senza occupare lo spazio. Un dialogo ideale con l’installazione del Palco Grande che sposta l’attenzione sulle radici storiche del Carnevale putignanese.
Le opere richiamano rituali, maschere e momenti fondativi della manifestazione, dai giovedì tradizionali ai personaggi simbolici che hanno attraversato i secoli. Qui il Carnevale non si espone, ma si manifesta come rito che ritorna, memoria condivisa e corpo collettivo in continua trasformazione.
“La Carta di Ferro”, gli abiti-scultura di Luigia Bressan
Grande attenzione è riservata anche alla creatività femminile con il progetto “La Carta di Ferro” di Luigia Bressan. Un lavoro che unisce due anime della cartapesta: la “carta elegante”, leggera e preziosa, e la “carta di ferro”, più materica e resistente, arricchita da strutture rinforzate e inserti metallici.
Da questa ricerca nascono tre abiti-scultura dedicati a tre archetipi femminili: Saggezza, Creatrice e Visionaria. Opere indossabili pensate per attraversare le strade del Carnevale, ma anche per essere esposte in forma statica insieme a maschere, luci, suoni e narrazioni del processo creativo. Accanto a esse, quattro volti femminili bidimensionali realizzati dalle artiste del collettivo guidato da Bressan.
Il progetto intende valorizzare il lavoro in rete delle donne, spesso marginalizzato nei processi creativi, proponendo un modello di leadership inclusiva e celebrando l’ingegno femminile nelle sue molteplici espressioni: delicatezza, resilienza, metamorfosi e forza generativa.
La mostra itinerante dei bozzetti dei carri
Prosegue infine il viaggio nazionale della mostra itinerante delle illustrazioni dei bozzetti dei carri, curata da Gianvito Turi. Otto opere che reinterpretano in chiave contemporanea i giganti in cartapesta e che stanno portando il Carnevale di Putignano in spazi culturali di tutta Italia: dal Collettivo Resine di Polignano a Mare alla Fondazione Di Vagno di Conversano, dal Museo TAM di Matera al MAT di Terlizzi, fino a prossime tappe nei musei nazionali di Roma.
Un percorso che amplia il dialogo sul tema del paradosso e contribuisce a diffondere la cultura carnascialesca oltre i confini cittadini, confermando Putignano come laboratorio vivo di arte, identità e partecipazione.

