Acquaviva delle Fonti è di nuovo avvolta dal silenzio. Jonathan Mastrovito non ce l’ha fatta: il giovane, rimasto gravemente ferito nel tragico incidente stradale dello scorso 19 gennaio 2026 sulla provinciale tra Adelfia e Acquaviva delle Fonti, è morto dopo giorni di agonia nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Miulli.
Le sue condizioni erano apparse disperate sin dal primo momento. Jonathan era il terzo giovane a bordo della Passat coinvolta nella carambola che si è conclusa con l’impatto contro un autobus della società Sita. Nell’incidente avevano già perso la vita Gianvito Novielli, 18 anni, promessa del calcio locale, e la sua fidanzata Denise Buffoni, di appena 15 anni.
Una comunità ferita
La notizia della morte di Jonathan ha colpito duramente l’intera comunità acquavivese, già provata da giorni di dolore e incredulità. Il sindaco Marco Lenoci ha espresso parole di profondo cordoglio, annunciando la proclamazione del lutto cittadino anche per Jonathan.
«Oggi Acquaviva piange ancora, come comunità, come città ferita, come insieme di madri, padri, amici, compagni di scuola e di vita che faticano a comprendere una perdita così grande», ha dichiarato Lenoci.
«Proprio in questo momento così buio dobbiamo trovare la forza di stringerci, di non lasciare sole le famiglie colpite, di far sentire loro che Acquaviva è un unico abbraccio».
Il primo cittadino ha sottolineato il valore simbolico, ma profondo, della decisione: «Anche per Jonathan proclamerò il lutto cittadino, in segno di rispetto, di cordoglio e di vicinanza sincera. È un gesto simbolico, ma necessario, per fermarci tutti un istante e condividere il peso di questo dolore che riguarda ciascuno di noi».
Il silenzio che unisce
Le tre giovani vite spezzate hanno lasciato una ferita che va oltre i confini dell’incidente stradale, interrogando un’intera comunità sul valore fragile della vita e sulla responsabilità collettiva.
«Che il ricordo di Jonathan, insieme a quello di Gianvito e Denise, resti vivo nei cuori di questa città», ha aggiunto il sindaco,
«e che da questa tragedia nasca almeno una maggiore consapevolezza del valore fragile e prezioso della vita. Acquaviva oggi è in silenzio e in quel silenzio c’è tutto il nostro dolore e tutto il nostro affetto».
Un silenzio che è rispetto, memoria e abbraccio collettivo, mentre la città prova a sostenere le famiglie colpite da una tragedia che ha segnato profondamente l’inizio di questo 2026.

