La Procura di Bari ha aperto un’indagine per omicidio colposo sulla morte di un neonato di 28 giorni, avvenuta all’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Il decesso risale allo scorso 13 gennaio 2026, ma la vicenda affonda le sue radici nel periodo immediatamente successivo al parto, avvenuto il 16 dicembre 2025 nello stesso ospedale.
Cinque persone iscritte nel registro degli indagati
Il fascicolo, coordinato dalla pm Maria Christina De Tommasi, vede l’iscrizione nel registro degli indagati di cinque operatori sanitari: due ginecologhe, due ostetriche e un anestesista. Un atto dovuto, spiegano fonti giudiziarie, finalizzato a consentire pieno esercizio del diritto di difesa in vista degli accertamenti tecnici irripetibili.
Disposta l’autopsia
La magistratura ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso. L’incarico per gli accertamenti medico-legali è stato affidato al medico legale Biagio Solarino e al ginecologo Francesco Pascazio. L’esame autoptico sarà eseguito presso il Policlinico di Bari.
I sospetti degli inquirenti
Secondo l’ipotesi investigativa, tutta ancora da verificare e dimostrare, le cause della sofferenza fetale che avrebbero condotto al decesso del neonato potrebbero essere riconducibili alle fasi del parto. Il bambino, nato al termine di una gravidanza che – stando a quanto emerso finora – non avrebbe presentato particolari criticità, avrebbe manifestato segni di sofferenza sin dalle prime ore di vita, rimanendo sempre ricoverato fino alla morte, avvenuta 28 giorni dopo la nascita.
L’esposto della famiglia
A chiedere l’intervento della Procura è stata la famiglia del neonato, che ha presentato denuncia per fare piena luce su quanto accaduto. Una richiesta di verità che ora passa attraverso gli esami medico-legali e la ricostruzione dettagliata delle procedure cliniche adottate prima, durante e dopo il parto.
Un’indagine delicata
L’inchiesta si muove su un terreno particolarmente delicato, dove si intrecciano tutela della salute, responsabilità professionali e dolore di una famiglia. Solo gli esiti dell’autopsia e degli accertamenti tecnici consentiranno di stabilire se vi siano state condotte omissive o errori sanitari e se sussistano profili di responsabilità penale.
Nel frattempo, l’indagine della Procura di Bari punta a ricostruire ogni passaggio clinico per accertare se la morte del neonato fosse evitabile e se siano state rispettate tutte le procedure previste dai protocolli sanitari.

