È Corato ad accogliere una delle tappe più attese del viaggio teatrale che Massimo Venturiello dedica a Ettore Petrolini, figura centrale del teatro comico italiano del Novecento. Sabato 24 gennaio, alle ore 20.30, il Teatro Comunale ospita Chicchignola, spettacolo che restituisce al pubblico la forza ironica e l’umanità di una delle maschere più emblematiche create dal maestro romano.

L’appuntamento coratino si inserisce all’interno di una breve tournée pugliese che tocca Taviano, Castellaneta, Lecce e, in chiusura, proprio Corato, nell’ambito delle stagioni teatrali dei Comuni soci di Puglia Culture. Un percorso che rilegge il patrimonio del varietà italiano con uno sguardo contemporaneo, senza tradirne lo spirito originario.

In Chicchignola, Venturiello dà corpo e voce a un personaggio che incarna l’anima più autentica del teatro di Petrolini: un anti-eroe fragile e spaesato, capace di suscitare risate immediate ma anche una sottile malinconia. Chicchignola è un uomo comune, attraversato da illusioni e piccoli fallimenti, che affronta la vita con una comicità istintiva, apparentemente ingenua ma in realtà profondamente consapevole.

La messinscena diventa così un affresco dell’Italia popolare di inizio Novecento, dove il riso non è solo intrattenimento, ma uno strumento di difesa e di osservazione della realtà. La comicità di Petrolini, riproposta con misura e intelligenza, conserva una sorprendente attualità: dietro ogni battuta affiora una critica sociale leggera ma incisiva, capace di parlare ancora allo spettatore di oggi.

Accanto a Venturiello, sul palco Maria Letizia Gorga e, in ordine di apparizione, Franco Mannella, Claudia Portale e Carlotta Proietti. Le scene sono firmate da Alessandro Chiti, con arrangiamenti musicali di Mariano Bellopede e disegno luci di Marco Laudando. La regia è dello stesso Venturiello, che guida lo spettacolo con equilibrio, rispettando la tradizione e valorizzandone la vitalità scenica.

La tappa di Corato rappresenta così un’occasione preziosa per riscoprire Petrolini attraverso uno dei suoi personaggi più amati, in uno spettacolo che unisce comicità, memoria e teatro d’autore, confermando la capacità del palcoscenico di custodire e rinnovare la grande tradizione del varietà italiano.

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ViviBari
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