Dopo il debutto a Manfredonia, sarà Bari a chiudere il percorso di ATLANTE – rotte artistiche per il presente con lo spettacolo Diciassette cavallini di Rafael Spregelburd, in programma il 12 dicembre alle ore 19 al Teatro AltroCinema.
ATLANTE, progetto promosso da Puglia Culture in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica, è parte dell’intervento strategico triennale “Valorizzazione della cultura e della creatività territoriale – Il sistema del teatro e della danza pugliese”, sostenuto dal POC Puglia 2021/27. Un programma che, lo scorso ottobre, ha trasformato Bari in un laboratorio aperto, ospitando incontri, percorsi di formazione, attività per studenti e professionisti dello spettacolo, e masterclass intensive condotte da due maestri di riferimento del teatro contemporaneo: Eugenio Barba e Rafael Spregelburd.
Il percorso barese si era già aperto al pubblico con lo spettacolo di Barba, Le nuvole di Amleto – dedicato a Hamnet e ai giovani senza futuro, in scena il 30 e 31 ottobre al Nuovo Teatro Abeliano. Ora a completarlo arriva l’opera del drammaturgo argentino, autore di un teatro unico, ricco di ironia, profondità e complessità narrativa.
“Diciassette cavallini”: una sfida al tempo e alla logica lineare
Lo spettacolo affonda le radici nel mito di Cassandra, affrontato in due tempi speculari:
- un primo movimento “ordinato”, dominato dalle dinamiche narrative tradizionali e dalla figura di Apollo;
- un secondo tempo “dionisiaco”, in cui tutto procede all’inverso e lo spettatore è chiamato a ricostruire le cause a partire dagli effetti.
Attraverso questa struttura, Spregelburd mette in scena una riflessione sulla non linearità del reale, sulla fragilità delle previsioni e sulla catastrofe non come rovina ma come occasione di senso. Una scrittura “biologicamente complessa”, come definita dallo stesso autore, che rifiuta semplificazioni e abbraccia il caos creativo del presente.
Con questo appuntamento, Bari si conferma centro vitale di sperimentazione e dialogo tra generazioni di artisti, studiosi e pubblico, chiudendo in modo potente il percorso annuale di ATLANTE e aprendo nuove traiettorie per il pensiero e la scena.

