A trent’anni dall’approvazione della legge elettorale regionale n. 43 del 1995, nota come Tatarellum, la Fondazione Tatarella promuove un momento di riflessione pubblica su uno dei passaggi più significativi della transizione istituzionale italiana degli anni Novanta. Martedì 16 dicembre 2025, alle ore 15.30, nella prestigiosa Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani – sede della Presidenza del Senato – si terrà il convegno “A 30 anni dal Tatarellum: stabilità, governabilità, rappresentatività”, organizzato con il patrocinio del Senato della Repubblica.
L’incontro sarà introdotto dal vicepresidente della Fondazione, Fabrizio Tatarella, e vedrà la partecipazione di figure di primo piano del panorama istituzionale e politico italiano: Alberto Balboni, senatore di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Affari costituzionali; Luciano Violante, Presidente emerito della Camera dei deputati; Carlo Calenda, senatore e leader di Azione. A moderare il dibattito sarà Francesco Verderami, giornalista del Corriere della Sera, mentre le conclusioni saranno affidate al Presidente del Senato Ignazio La Russa.
Il contesto storico e politico della riforma
La legge n. 43/1995, che introdusse nuove norme per l’elezione dei consigli regionali delle regioni a statuto ordinario, nacque in uno dei momenti più complessi e incerti della storia repubblicana: gli anni immediatamente successivi alla crisi dei partiti tradizionali, alla caduta della Prima Repubblica e ai tentativi di dare forma a un nuovo sistema politico più stabile e maggioritario. Il Tatarellum rappresentò uno dei primi tentativi di bilanciare tre esigenze centrali in quel periodo:
stabilità, per garantire governi regionali più solidi;
governabilità, per assicurare la possibilità di decisione;
rappresentatività, per non sacrificare il pluralismo politico.
Padre della legge fu Pinuccio Tatarella, storico leader della destra italiana, figura che già allora godeva di un riconosciuto prestigio trasversale. Designato relatore di maggioranza, Tatarella seppe interpretare lo spirito del tempo grazie a una capacità di mediazione parlamentare particolarmente apprezzata anche dagli avversari politici. Moderato innovatore, politico attento e pragmatico, fu in grado di costruire un consenso ampio attorno a una riforma che segnò l’inizio di una nuova stagione per le autonomie regionali.
Un bilancio trent’anni dopo
Il convegno intende ripercorrere la genesi di quella legge, analizzarne gli effetti e discuterne l’eredità nel dibattito odierno sulle riforme istituzionali. Stabilità, governabilità e rappresentatività restano ancora oggi i tre criteri fondamentali attorno ai quali si sviluppa la riflessione sul futuro dei sistemi elettorali. A trent’anni di distanza, il Tatarellum continua infatti a rappresentare un modello di riferimento e un esempio di compromesso politico costruito in un’epoca di grandi trasformazioni.
L’iniziativa della Fondazione Tatarella si pone dunque come un’occasione per rileggere una fase cruciale della storia recente e per rilanciare una discussione attuale e necessaria sul funzionamento delle istituzioni regionali e sulla qualità della democrazia italiana.

