Oggi penultimo appuntamento con Caffè Social, prima della pausa estiva, per ragionare di turismo in Puglia, insieme a me e Flavio Cellie ci sarà Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi Puglia e neo eletto vicepresidente nazionale.

Che turismo sarà quello del 2021? Dopo quasi due anni di pandemia molti dei drive di scelta dei turisti sono cambiati. Oggi più di ieri serve abbinare al mare bello ed alla cucina buona una vera e propria esperienza. Qualcosa che, a seconda delle esigenze di ognuno, faccia ricordare davvero la nostra terra a chi avrà avuto voglia di visitarla.

Sin dagli anni ’90, ad esempio, la Puglia e in particolar modo la terra di Bari, hanno intrapreso un percorso di diversificazione dell’offerta, non più solo legata al turismo balneare. Penso, ad esempio, al filone della convegnistica, decisamente fiorente fino alla pandemia. Allora chiederemo a Caizzi se ed in quali modalità, secondo un addetto ai lavori come lui, potrà ripartire. Le restrizioni anti contagio e l’evoluzione tecnologica freneranno il settore? Oggi che tutti, o quasi, abbiamo imparato a tenere e seguire riunioni, meeting e convegni online avremo ancora voglia di tornare a prendere aerei e treni per partecipare in presenza?

Ancora, le strutture si adegueranno dal punto di vista della digitalizzazione? Oggi una struttura non connessa, o connessa male, alla rete è un luogo sperduto su Google Maps e quindi non esiste. Di conseguenza, non potrà essere attrattivo per gli utenti.

La Regione Puglia ha avviato la campagna di comunicazione, meglio tardi che mai, e lo spot appena presentato non ha mancato di suscitare polemiche. In particolare, la provincia di Brindisi non sembra rappresentata in maniera inequivocabile, chi lo ha prodotto e promosso afferma che ci siano alcune masserie e scorci dell’entroterra ma, di fatto, è difficile riconoscerne la provenienza. Qual è la posizione di Federalberghi Puglia sul lavoro svolto finora?

Quali obiettivi perseguire da settembre, vero momento della ripartenza economica e primo banco di prova di destagionalizzazione? Si, perché il mare bello dura pochi mesi, per i turisti italiani solo due (luglio e agosto). Il resto dell’anno che si fa? Può un comparto così ampio essere ancora rappresentato da un’escursione in bicicletta e un pranzo a base di frise con la colonna sonora della pizzica o c’è di più?

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By Gennaro Del Core

Comunicatore, giornalista e consulente in relazioni pubbliche

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