La gestione delle risorse umane si trova di fronte a una svolta epocale che ridisegna i modelli di governance e di selezione del personale. Al centro del cambiamento la direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, recepita in Italia con il recente decreto legislativo 1° giugno 2026, n. 96. Si tratta di un tema di straordinaria attualità per comprendere l’evoluzione delle dinamiche aziendali, su cui i giovani professionisti e gli imprenditori del territorio hanno scelto di confrontarsi in modo approfondito.

L’appuntamento, focalizzato sulla formazione e sull’analisi delle ricadute pratiche all’interno del tessuto produttivo locale, si terrà mercoledì 24 giugno 2026 nella sede di Confindustria Bari e BAT (via Amendola n. 172/5). L’evento è organizzato dall’associazione Stati Generali di Terra di Bari e mira a fornire strumenti operativi per aiutare le imprese ad adeguarsi al nuovo quadro sanzionatorio, trasformando un obbligo burocratico in una concreta opportunità di sviluppo organizzativo e di attrazione dei talenti.

 Il cambio di paradigma: dalla parità formale alla trasparenza preventiva

La nuova normativa europea supera la logica puramente sanzionatoria delle discriminazioni di genere, imponendo alle imprese un sistema di trasparenza preventiva . I datori di lavoro devono essere in grado di dimostrare l’oggettività e la neutralità di genere dei propri sistemi di inquadramento retributivo.

Il decreto legislativo di recepimento italiano, entrato in vigore il 7 giugno 2026, tocca tutti i datori di lavoro del settore pubblico e privato, introducendo regole precise destinate a mutare i processi interni:

  • fase di selezione: obbligo di indicare ai candidati la fascia retributiva della posizione negli annunci e divieto assoluto di chiedere informazioni sullo stipendio percepito nei precedenti impieghi ;
  • diritto di informazione: possibilità per ogni lavoratore di richiedere per iscritto il proprio livello salariale e i livelli medi della propria categoria disaggregati per sesso ;
  • fine del segreto salariale: nullità di qualsiasi clausola contrattuale volta a vietare ai dipendenti la divulgazione dei propri compensi.

Gli impatti pratici e le tutele per le PMI

Durante l’incontro a Confindustria si analizzerà con attenzione l’impatto della direttiva sulle piccole e medie imprese pugliesi, spina dorsale dell’economia del territorio. Il recepimento italiano prevede una modulazione degli adempimenti in base alla dimensione aziendale, introducendo importanti semplificazioni per le realtà più piccole. Per i datori di lavoro con meno di 50 dipendenti è infatti prevista l’esenzione dall’obbligo di rendere accessibili i criteri relativi alla progressione economica dei lavoratori.

Tuttavia, l’onere della prova in caso di presunto divario retributivo viene invertito a sfavore del datore di lavoro e questo significa che, di fronte a una contestazione, sarà l’azienda a dover dimostrare l’oggettività e l’equità dei propri criteri. Nei casi in cui emerga un divario superiore al 5% non giustificato da ragioni oggettive, scatterà inoltre l’obbligo di avviare una valutazione congiunta con le rappresentanze sindacali per definire un piano di riallineamento delle retribuzioni.

Dettagli operativi per partecipare al tavolo di confronto:

Informazioni dell’IncontroDettagli
Data e LuogoMercoledì 24 giugno 2026, ore 16:30
SedeConfindustria Bari e BAT, via Amendola n. 172/5, Bari
PromotoriGruppo Giovani Imprenditori Confindustria Bari e BAT 
Focus TematicoAnalisi del D.Lgs. 96/2026 (Recepimento Direttiva UE 2023/970) 
DestinatariImprenditori, responsabili risorse umane, giovani professionisti

L’adeguamento ai principi di equal pay richiede una revisione dei contratti individuali e delle lettere di assunzione, ma rappresenta un tassello fondamentale per migliorare la reputazione aziendale, l’employer branding e il posizionamento ESG sui mercati internazionali

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ViviBari
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