Rendere il lavoro a bordo dei pescherecci più sicuro, trasformando la prevenzione da obbligo burocratico a pratica quotidiana. È questo il cuore dell’accordo quadro che verrà siglato domani, mercoledì 25 marzo 2026, alle ore 10:00, presso la Capitaneria di Porto di Molfetta. L’intesa vede protagonista la ASL Bari, attraverso il Dipartimento di Prevenzione (SPESAL Area Nord), e una vastissima rete di rappresentanza che unisce Federpesca, i principali sindacati (Flai CGIL, Fai Cisl, Uila Pesca) e le associazioni di categoria come Coldiretti Pesca, Legacoop Agroalimentare e Confcooperative.
Il settore ittico pugliese, con una flotta di oltre 1.500 imbarcazioni e un valore economico che supera i 290 milioni di euro, rappresenta una colonna portante dell’economia regionale, ma resta uno degli ambiti lavorativi a più alto rischio. Nella sola provincia di Bari, i porti di Molfetta, Monopoli e Bari ospitano centinaia di addetti che ogni giorno affrontano condizioni ambientali estreme, spazi ridotti e ritmi serrati, fattori che contribuiscono a un’incidenza infortunistica spesso sottostimata.
L’accordo punta a intervenire sulle criticità strutturali del lavoro in mare, focalizzandosi su rischi specifici come le cadute fuori bordo, gli infortuni legati ai macchinari di pesca e l’esposizione prolungata agli agenti atmosferici. «Intervenire nella pesca significa entrare in un ambiente complesso dove il rischio è quotidiano – ha dichiarato Luigi Fruscio, Direttore Generale della ASL Bari –. Con questa alleanza mettiamo a sistema competenze per offrire risposte concrete: formazione mirata e modelli organizzativi capaci di proteggere la salute dei pescatori».
Oltre all’addestramento pratico e alla diffusione di buone prassi operative, l’intesa promuove l’analisi dei “near miss”, ovvero i mancati infortuni, per anticipare le situazioni di pericolo prima che si trasformino in tragedie. Il programma prevede anche iniziative di screening sanitario, come i controlli dermatologici per i danni causati dall’esposizione solare, e campagne di sensibilizzazione sui corretti stili di vita per i lavoratori marittimi.
Per il coordinatore dello SPESAL Area Nord, Giorgio Di Leone, la chiave del successo risiede nel coinvolgimento diretto di chi vive il mare: costruire la sicurezza partendo dall’esperienza reale di chi sta a bordo è l’unico modo per ridurre drasticamente malattie professionali e incidenti in un comparto fondamentale per l’identità e lo sviluppo del territorio barese.

