Tre giornate, un solo punto, due sconfitte pesanti e una classifica che mette già paura. L’avvio del Bari in Serie B 2025/26 è di quelli da dimenticare: ko a Venezia e Modena, intervallati dal pareggio interno con il Monza, hanno relegato i biancorossi al penultimo posto. Peggio solo la Sampdoria, ancora ferma a quota zero.

Caserta: “Tanti errori, ma rialziamo la testa”

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Il tecnico Fabio Caserta non si è nascosto davanti ai numeri impietosi. Nel post gara ha assunto le proprie responsabilità ma ha anche provato a trasmettere fiducia: «Sicuramente la prestazione non è stata come le altre ma da questo tipo di sconfitte bisogna prendere spunti e capire tante cose. Abbiamo commesso tanti errori e dobbiamo ripartire da questo, senza deprimerci più del dovuto. Anzi, rialzando la testa».
Parole che invitano alla calma, ma che faticano a rassicurare un ambiente già in fermento.

La rabbia dei tifosi

Sui social la tifoseria ha espresso tutta la propria delusione. Non solo per i risultati, ma per le prestazioni giudicate troppo arrendevoli, specie lontano dal San Nicola. Molti chiedono un cambio di passo immediato, sia nell’atteggiamento che nelle scelte tecniche.

Ma il malumore non si ferma al campo. Ancora una volta, riemerge con forza la polemica sulla multiproprietà: secondo una parte della tifoseria, la gestione dei De Laurentiis rappresenta il vero limite alle ambizioni del Bari. Il nodo è noto: in caso di promozione in Serie A, la famiglia proprietaria del Napoli avrebbe pochi giorni per cedere il club biancorosso. Una situazione che alimenta scetticismo e frustrazione.

Una classifica che pesa

Il Bari oggi si trova al penultimo posto con un solo punto, davanti soltanto a una Sampdoria anch’essa precipitata in crisi dopo gli anni di Serie A. Uno scenario che accentua la sensazione di “nobile decaduta” e che obbliga la squadra a invertire la rotta già dal prossimo impegno, la trasferta di Palermo del 19 settembre.

La sfida del rilancio

Il tempo per recuperare non manca, ma la partenza ha già acceso un campanello d’allarme. Servono subito compattezza, carattere e risultati. La piazza, da sempre calorosa e passionale, non accetterà altre prove opache. Per Caserta e i suoi uomini è già il momento della verità: rialzare la testa, come invocato dal mister, e dimostrare che il Bari non è venuto in Serie B per recitare un ruolo da comparsa.

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