Il linguaggio come strumento per costruire ponti, non muri. Su questo presupposto si fonda “Parole che uniscono – percorsi per relazioni inclusive”, il progetto promosso e finanziato dal Municipio II su proposta della commissione Welfare. L’iniziativa verrà presentata ufficialmente alla cittadinanza lunedì 16 marzo 2026 presso la sede operativa di Kinè (via De Ruggiero 54-56).

All’incontro interverranno la presidente del Municipio II, Alessandra Lopez, il presidente della commissione Welfare, Marco Pesce, e i consiglieri municipali. Il percorso, realizzato da Sinapsi Produzioni Partecipate, mira a coinvolgere circa 30 adolescenti residenti nel territorio municipale in un’esperienza di crescita incentrata sulla valorizzazione delle differenze e sull’uso responsabile delle parole, sia nel quotidiano che negli spazi digitali.

Un percorso tra educazione e creatività

Il progetto si sviluppa nell’arco di quattro mesi (febbraio-giugno 2026) e mette a disposizione dei ragazzi un’equipe multidisciplinare composta da pedagogisti, psicologi e facilitatori. L’obiettivo è offrire uno spazio sicuro dove esplorare emozioni e vissuti attraverso:

  • Laboratori pomeridiani: Attività esperienziali su comunicazione e gestione dei conflitti.
  • Produzione audiovisiva: Creazione di un video partecipato o di una campagna di sensibilizzazione multimediale curata direttamente dai ragazzi.
  • Storytelling e tecniche teatrali: Strumenti per rafforzare l’empatia e la consapevolezza linguistica.

Le fasi e gli appuntamenti

Dopo una prima fase avviata nelle scuole (Massari, Galilei, Perotti), il programma entra nel vivo con i seguenti appuntamenti:

  1. Lunedì 16 marzo: Presentazione pubblica del progetto.
  2. Dal 23 marzo: Avvio dei laboratori artistico-audiovisivi presso la Cinegiocoteca Kinè, suddivisi per fasce d’età (11-13 e 14-16 anni).
  3. Cineforum “Le Parole e i Volti”: Un ciclo di quattro proiezioni (18 marzo, 15 aprile, 29 aprile e 6 maggio) aperte a ragazzi, genitori e docenti per favorire il dialogo intergenerazionale.

Il percorso si concluderà a giugno con un evento pubblico di comunità, durante il quale verrà presentato il lavoro collettivo realizzato dagli adolescenti come restituzione del loro sguardo sul mondo.

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ViviBari
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