I pazienti in terapia anticoagulante orale (TAO) hanno da oggi un punto di riferimento fisico all’interno dell’Ospedale “Di Venere”. È stata infatti inaugurata la sede dell’Associazione Pugliese Integrata Anticoagulati e Antiaggregati (A.P.I.A.A.), che opererà direttamente nel Centro Emostasi e Trombosi del presidio ospedaliero.
L’iniziativa nasce per rafforzare la collaborazione tra le istituzioni sanitarie e il mondo dell’associazionismo, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza e la sicurezza dei circa 6.000 pazienti seguiti dalla struttura.
La donazione: tecnologia per il monitoraggio rapido
In occasione della cerimonia di insediamento, l’Associazione ha donato al Centro un coagulometro portatile di ultima generazione. Si tratta di uno strumento fondamentale per la gestione clinica, specialmente nei casi di urgenza o per i pazienti più fragili.
L’apparecchio consente di monitorare i valori di protrombina (PT) – parametro essenziale per chi segue queste terapie – attraverso il prelievo di una singola goccia di sangue, permettendo un controllo efficace anche in remoto.
Le dichiarazioni
Il Direttore Generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, ha sottolineato come questa sinergia contribuisca a rendere i servizi sanitari più vicini ai bisogni reali delle persone: «Il coinvolgimento attivo della comunità e il potenziamento tecnologico generano valore diretto per i pazienti e rendono l’assistenza più sicura».
Per la presidente di A.P.I.A.A., Antonietta Colucci, l’apertura della sede rappresenta il compimento di un percorso iniziato 15 anni fa: «Si realizza la volontà dei pazienti, dei familiari e degli operatori che hanno lavorato per la nascita di questo Centro, con l’unico scopo di migliorare i servizi sanitari sul territorio».
L’importanza della terapia TAO
La terapia anticoagulante orale è un presidio salvavita fondamentale nella prevenzione di patologie gravi come ictus e trombosi. Viene prescritta principalmente in caso di:
- Fibrillazione atriale (67% dei casi);
- Tromboembolismo venoso (16%);
- Protesi valvolari cardiache (12%).
Data la delicatezza del trattamento, che riduce la coagulabilità del sangue, il monitoraggio costante è l’unico strumento per garantire un profilo di sicurezza adeguato e ridurre il rischio di complicanze.

