Non è facile promuovere il brand Puglia

Ho partecipato alla prima riunione del tavolo di lavoro sul tema degli attrattori culturali della Puglia organizzato a Bari da Confindustria e Confcooperative. Qualche idea e una proposta in merito.

Il tema di fondo è, ovviamente, la promozione delle tante bellezze della Puglia. Di qualsiasi genere esse siano:

  1. culturali;
  2. naturali.

Uno dei tanti dati emersi nel corso dei lavori è stato che il principale attrattore culturale della Puglia, ovvero il Castel del Monte di Andria, non va oltre i 250.000 visitatori all’anno. Non solo, il trend è praticamente statico nel senso che non migliora e, per fortuna, non peggiora se si guardano i dati degli ultimi anni. Figurarsi che Pompei raggiunge ormai i 4 milioni di visitatori all’anno.

Ancora, dai dati delle agenzie regionali è emersa la grande difficoltà che il territorio trova nell’attrarre turisti stranieri. Sappiamo dalle ricerche dell’Unione Europea che ben il 40% dei viaggiatori orienta la scelta della destinazione in base alle proposte di carattere culturale.

Quindi non si può pensare che lo sviluppo del turismo pugliese sia legato esclusivamente al sole ed al mare. Parola d’ordine: destagionalizzare.

Non voglio avventurarmi in ambiti a me poco consoni, quelli che posso dire riguarda le mie competenze. In questi anni Regione Puglia e Mibact non hanno fatto mancare risorse economiche per il recupero degli attrattori culturali. Penso anche all’ultima partnership siglata dalla Regione Puglia con la Lombardia. In passato, però, il problema è stato anche questo: tante risorse e magari dedicate solo al recupero edilizio di un attrattore senza preoccuparsi del suo sviluppo e della sua gestione.

Ecco da dove partire secondo me: una community. La community di coloro che sono appassionati, o semplicemente interessati, alla Puglia, alle sue bellezze, al suo lifestyle e quanto altro. Una piattaforma che sia virtuale ma anche reale e che consenta l’interazione fra persone, attrattori, strutture ricettive e tutti gli altri player.

Non è facile realizzarla. Anche perché non basta solo realizzarla, bisogna farla vivere. Il più grande ostacolo è proprio questo. La realizzazione è forse l’aspetto più semplice date le capacità professionali che si possono ingaggiare e date le grandi risorse economiche che normalmente vengono investite.

Molto è stato fatto ma sempre in senso di una comunicazione dall’alto. Legata a singole iniziative o anche collegiali ma senza adeguata interazione.

Promuovere il brand Puglia al di là delle stagioni non è facile ma si può fare. Lo dico per l’esperienza di chi come me sbatte la testa tutti i giorni sugli strumenti della comunicazione ai tempi dei social. Ecco, forse lo strumento che manca è un social della Puglia.

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