L’Agìmus di Mola di Bari riprende la programmazione al Teatro van Westerhout con i concerti d’autunno, al via domenica 10 ottobre (ore 19.30) nel segno del pianoforte a quattro mani, protagonisti gli specialisti Sena Fini e Pietro Giorgini.

I due musicisti toscani vantano perfezionamenti alla Juilliard School di New York con Oxana Yablonskaya e con i fratelli Anthony e Joseph Paratore al Mozarteum di Salisburgo, oltre ad un’attività concertistica internazionale caratterizzata dai recital tenuti alla Nichols Concert Hall di Chicago e alla Yamaha Corporation di New York.

Il programma spazia da Beethoven (Variazioni sopra un tema del conte di Waldstein) a Fanny Mendelssohn (Klavierstücke), George Gerswhin (Tra preludi), Sergej Rachmaninov (Marcia Russa e Valzer dai Sei duetti op. 11) e il meno conosciuto Moritz Moszkowski (Danze spagnole op. 12). Alla fine di ottobre del 2020 arrivò come un colpo al cuore la notizia di una nuova chiusura per teatri, sale da concerto, cinema e altri luoghi di spettacolo. «Una notizia – ricorda il direttore artistico Piero Rotolo che ci confinò tutti nell’intimità di una solitudine domestica, alla quale dopo un anno rispondiamo con la ricerca di un calore condiviso».

La stagione si propone con una programmazione da camera raffinata e ricca di spunti, nella quale trovano spazio, anche tra epoche distanti, repertorio strumentale e tradizione vocale, teatro musicale e linguaggi di frontiera, autori tra i più amati e compositori tutti da scoprire, concertisti affermati e talenti emergenti, soprattutto negli «open concert» che introdurranno i primi cinque degli appuntamenti del cartellone. Sono le direttrici di una stagione qualificata, capace di sollecitare riflessioni e interessare appassionati e neofiti, con musicisti in grado di offrire impaginati ricercati, a partire dallo stuzzicante concerto inaugurale.

I primi cinque concerti verranno aperti dal Migama Trio (10 ottobre), dall’Azulejos Trio (16 ottobre), dal Trillizos Trio (30 ottobre), dal Contamination Open Ensemble (7 novembre) e dal Conjunto El Duende (13 novembre).

E ancor più intrigante si presenta il recital del Trio Felix composto da Marinella Gernone (soprano), Giacomo Piepoli (clarinello) e Flavio Peconio (pianoforte) che il 16 ottobre (ore 20.30) esplora, tra le tante, pagine di Conradin Kreutzer, Arthur Bliss e Joseph Horovitz, autori poco eseguiti nelle sale da concerto. Il 30 ottobre (ore 20.30) ci sarà anche un’apertura ai temi sociali col progetto «Voci di Donna» del quintetto tutto al femminile Trame Sonore, incaricato di portare una riflessione in musica e parole sulla violenza di genere. Uno spazio alla fantasia verrà riservato il 7 novembre (ore 18) con l’esecuzione di un classico della musica per grandi e piccini, «Babar l’elefantino» di Francis Poulenc nell’orinaria versione per voce recitante e pianoforte affidata alle cure di Maurizio Pellegrini e Piero Rotolo e impreziosita dai disegni originali di Alessandro De Donato. L’appuntamento precede il recital di un giovane talento dell’archetto, il siciliano Joseph Arena, atteso il 13 novembre (ore 20.30) con la pianista Maria Assunta Munafò e un repertorio di brani rappresentativi del virtuosismo violinistico tra Ottocento e Novecento comprendente musiche di Beethoven, Sarasate, Saint-Saëns e Gershwin.

La tradizionale finestra sul teatro musicale da camera con il progetto «Percorsi d’Opera» verrà aperta il 20 novembre (ore 20.15) e il 21 novembre (ore 19.15) con la riduzione del «Rigoletto» di Verdi raccontato da Riccardo Canessa. Si continuerà a viaggiare nel regno dell’immaginazione il 5 dicembre (ore 19.30) con l’esecuzione del «Carnevale degli animali» di Camille Saint-Saëns, protagonista in veste di voce recitante Peppe Servillo degli Avion Travel, coadiuvato dal Pathos Ensemble. Il 18 dicembre (ore 20.30) chiuderà la rassegna un raffinato Concerto di Natale con i solisti Fortunato Casu (violino) e Alberto Cesaraccio (oboe) e l’Agìmus Ensemble incardinato sulle musiche strumentali di Albinoni, Bach e Manfredini, quest’ultimo autore di una «Pastorale» di grande fascino che suonerà di buon auspicio per l’anno che verrà.

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