Il Trio Felix, composto dal soprano Mariella Gernone, il clarinettista Giacomo Piepoli ed il pianista Flavio Peconio, si esibirà sabato 16 ottobre a Mola di Bari, al teatro van Westerhout alle 20.30, nell’ambito delle iniziative organizzate e promosse dall’associazione Agimus, presieduta da Piero Rotolo.

Un programma ben congegnato deve offrire cose note e rivelazioni. Ed è quello che accade con l’impaginato del Trio Felix, formazione composta dal soprano Mariella Gernone, dal clarinettista Giacomo Piepoli e dal pianista Flavio Peconio, tutti musicisti pugliesi di grande talento di scena per la Stagione autunnale dell’Agìmus di Mola di Bari sabato 16 ottobre (ore 20.30) al Teatro van Westerhout, dove l’open concert che apre la serata è affidato al Printemps Trio (Antonio Pompilio, chitarra; Gregorio Caforio, clarinetto; Rossana Quarato, flauto) impegnato in un omaggio al compositore pugliese Raffele Gervasio con l’esecuzione delle «Invenzioni d’aprile op. 103».

A seguire, la performance del Trio Felix, nella cui interpretazione si ascolteranno diversi brani di rara esecuzione accanto a pagine note di Puccini e della tradizione napoletana. Basta scorrere i titoli e gli autori dei primi due pezzi per rendersi subito conto dell’impostazione. Si parte col tedesco Conradin Kreutzer (1780-1849), che fu maestro di cappella a Stoccarda e Donaueschingen oltre che direttore dei teatri Kärntnerthor e Josefstadt di Vienna, e poi a Parigi, Colonia e Magonza. Il programma prevede il brano «Das Mühlrad» ispirato a una poesia di Eichendorff in cui sono rappresentate le immagini della ruota di un mulino che gira all’infinito, l’anello di un amante spezzato per sempre, il desiderio del poeta di sfuggire alla vita e il silenzio del dolore.

Subito dopo, un’altra rarità, «Heimathlied» del compositore, violinista e direttore d’orchestra ceco Jan Krtitel Václav Kalivoda. Le cose più note della serata sono rappresentate dalle celebri arie pucciniane «Un bel dì vedremo» da «Madama Butterfly», l’aria di Mimì da «La Bohème» e «Vissi d’arte» da «Tosca». Ma ci sono anche le canzoni della tradizione partenopea come «I’ te vurrìa vasà» di Eduardo Di Capua e «Reginella» di Libero Bovio e Gaetano Lama. Completano il programma il terzo movimento della «Sonatina» e «Rag time», pezzi di Joseph Horovitz, autore britannico di origini ebraiche, nato a Vienna nel 1926, ma emigrato da bambino in Inghilterra per sfuggire alla persecuzione nazista, e la fantasia umoresca «Immer Kleiner» del tedesco Adolf Schreiner.

Contatta ViviBari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.