L’ecologia non è un monopolio ideologico ma un tema fondativo della cultura politica conservatrice. Muove da questa premessa l’iniziativa promossa dalla Fondazione Tatarella che, venerdì 26 giugno alle ore 18.30 a Bari a Villa Romanazzi Carducci, presenterà il libro “L’ecologia dei conservatori. Il ritorno al sacro della natura” di Nicola Procaccini.

L’incontro, inserito nel ciclo “Incontri d’autore”, rappresenta un’operazione culturale e politica volta a rivendicare la centralità del pensiero conservatore nel dibattito sulla tutela ambientale. Un’occasione per esplorare un approccio all’ecologia che si discosta dalle narrazioni dominanti per riscoprire le sue radici più profonde.

La tesi del libro: un ritorno al sacro della natura

Il saggio di Nicola Procaccini, con la prefazione di Giorgia Meloni, si propone di ricostruire una visione dell’ecologia ancorata a principi di responsabilità, cura del territorio e rispetto per un ordine naturale che precede l’uomo. Un’ecologia “umanistica”, che pone al centro l’individuo all’interno della sua comunità e del suo ambiente, in contrapposizione a una visione che spesso tende a escluderlo.

L’evento barese, realizzato in collaborazione con la Regione Puglia, l’Università degli Studi di Bari e la fondazione europea New Direction, si prefigge di stimolare un confronto su come il mondo conservatore possa e debba guidare le politiche ambientali del futuro.

La posizione della Fondazione Tatarella

Per la Fondazione Tatarella, l’iniziativa segna un punto fermo nella definizione della propria agenda culturale. Fabrizio Tatarella, vicepresidente della Fondazione, inquadra la scelta del tema all’interno di una precisa strategia politica e lessicale.

“La radice stessa della parola ecologia, ‘oikos’, significa casa. E chi più dei conservatori ha il dovere e la vocazione di difendere la casa comune, intesa come ambiente, paesaggio e identità? Per troppo tempo la sinistra si è appropriata di questo tema, spesso ideologizzandolo senza portare soluzioni concrete. Ora, con testi rigorosi come quello di Procaccini, la destra torna a fare chiarezza, recuperando un patrimonio culturale che le appartiene da sempre e proponendo una visione pragmatica e profonda della sostenibilità”.

L’incontro del 26 giugno si configura quindi non solo come la presentazione di un libro ma come la riaffermazione di un’identità politica capace di affrontare le grandi sfide del nostro tempo con una prospettiva radicata e coerente.

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